MASSIMO MONGAI
Memorie di un cuoco di un bordello spaziale
Robin Edizioni s.r.l. 2003, pagg. 297,   € 15

Libro di “fantascienza”, per dire. Il nostro autore, dopo il grande successo di “Memorie di un cuoco di astronave”, ritorna alla narrazione delle imprese di Rudy “Basilico” Tuturro, ambientate nel XXVI secolo. E’ solo un pretesto per una chiacchierata a ruota libera tra cucina, poca, e bordelli molti. Si racconta di prostitute, di cui si vanta di essere profondo conoscitore.
Beh, psicologicamente parlando. Gli uomini, dice, cercano, nell’amore a pagus, rassicurazione materna. Il protagonista, il cuoco, al contrario, cerca solo sesso puro! Lui è un MACHO! Vi raccomando la dissertazione sulla capacità, a comando, di avere erezioni poderose. Il tutto è arricchito da schede segnaletiche di ristoranti sparsi per il cosmo, vedi esempio.
Pensate un po’ il Tuturro è capace di raccontare della cucina piccante dei LEEMAEJAW di GUHRBUHTAELLUH. Giuro! E’ proprio scritto così!
Ma sarà possibile? Ebbene sì. Leggiucchiatelo qua e là se non avete sotto mano un quotidiano vecchio di un paio di mesi. Sicchè conviene comprarsi un giornale in data odierna.
Un euri. Ci beviamo un single malt: non bisogna farsi sempre del male! Prosit Pronobis!

 

   
   
GARY PAUL NABHAN
A qualcuno piace piccante
Codice Edizioni, Torino 2005  pagg. 161   -  € 16,00
Saggio di antropologia alimentare, indaga i rapporti tra eredità genetica, la dieta e malattie correlate. Si inizia con la tolleranza all’alcol che è influenzata da otto geni. La produzione dell’alcol deidrogenasi e dell’aldeide deidrogenasi nel fegato, organo in cui l’alcol si ossida, dipende da individuo a individuo.
Chi produce molti di questi enzimi tollera forti dosi di alcol. Generalmente si è visto che le popolazioni che producono in eccesso questi enzimi hanno alle loro spalle storie di stanzialità agricola. L’ipotesi è che mandrie di animali causando con le feci l’inquinamento delle falde acquifere, abbia spinto le persone, affette da dissenteria cronica, alla realizzazione e all’utilizzo di bevande fermentate. Bevi oggi e bevi domani, un po’ alla volta si selezionano i geni “buoni”.
I nativi americani, abituati alla caccia ed a mangiare piante non coltivate, sono molto più sensibili agli effetti dell’alcol. Così la relazione tra malaria e l’anemia falciforme. Quest’ultima protegge dalla malaria ma comporta la riduzione dei globuli rossi che espone al favismo Malattia data da una carenza di un enzima. La malattia è, appunto, diffusa nei territori malarici. Chi mangia fave rischia un rapido ritorno alla casa del Padre. Se non le mangia campa più di me…
La dieta mediterranea pur essendo stata selezionata in precise aree geografiche, riesce a dare benefici a tutte le popolazioni, principalmente però là dove da secoli è seguita. Il caso più esemplare è l’isola di Creta i cui abitanti sono i più longevi del mondo: olio d’oliva, cereali, verdure, frutta.
E veniamo al peperoncino del titolo. Ebbene è di gran lunga più usato nei paesi caldi. Insieme ad altre spezie hanno il potere di uccidere particolari batteri e funghi che causano il deterioramento della carne e quindi la maggior tolleranza ai cibi piccanti di queste popolazioni. Ma veniamo a noi. L’introduzione della macina ad alta velocità ha portato farine e cereali ad essere più digeribili e quindi ad assorbimento rapido con conseguente aumento dello zucchero e dell’insulina di 2-3 volte. Aggiungete che il cibo industriale ha introdotto additivi poveri di fibra e sciroppi zuccherini.
La vita è diventata sempre più sedentaria… Insomma è un libro che si legge come un romanzo pur avendo rigorosità scientifica.
Leggendolo vi si abbasserà la glicemia! Brindiamo con Tequila e peperoncino, chi ci riesce! Prosit Pronobis!

 

 

 

   

 

 
MONTSE CLAVE'
Manuale pratico di cucina noir & criminale
Guido Tommasi
Editore, 2006, pagg 160, € 13.00


Delizioso libro che abilmente intreccia autori famosi di gialli e noir con i loro personaggi. Non solo, per ogni investigatore sono segnalate le preferenze alimentari e culinarie con relative ricette. Si va dal crepuscolare Pepe Carvalho del grande Vazquez Montalban, al sommo Georges Simenon con il commissario Maigret, per noi italiani l'indimenticabile Gino Cervi.
L'ultra depresso Jean-Claude Izzo con il suo marsigliese Fabio Montale.
Dashiel Hammett e Raymon Chandler con il suo disilluso e mesto Philip Marlowe. E ancora la mitica P D.   James con il suo compassato Adam Dalgliesh di Scotland Yard. E ancora Ed Mc Bain del mitico 187° distretto, Ruth Rendell, Agatha Christie, come poteva mancare proprio lei nei cui romanzi non mancano mai tè e torte. Anche Conan Doyle, con Sherlock Holmes ed il dottor Watson accuditi dalla signora Hudson.
Tanti altri personaggi ed autori affollano queste pagine.
La lettura assicura godimento assai e tanta voglia di provare i piatti preferiti dei nostri investigatori-gourmand.  Alla sezione cucina alcune di queste ricette.
Buon appetito! Prima di incominciare a mangiare.....
guardatevi alle spalle!

PIERO SORIA
Il paese dell’uva nera
Edizioni La Stampa  2007  Pagg. 317.  € 17,50

Da non crederci!!!!! Non ci crederete mai!!!!!!!
La trama: una suora bellissima, bionda, occhi azzurri, va in Lousiana. USA. L’abito non lo veste (chissà perché?).
E’ laureata in cinema, botta di culo! Qui trova un piemontese, come lei, che le chiede di scrivere una sceneggiatura per un film thriller!! Alla suora!! Le dà 50.000 dollari di anticipo!
Potrà restaurare il suo convento!! Ma chi scrive la sceneggiatura? Lei e le altre tre vecchierelle suore, in divisa, del convento.
Ma sarà? Non contenta, vuole fare il vino per la messa, vino moscato (uve bianche).  C'è anche un prete suo antico amore (!!!!) A pagina 163 ho ceduto, impossibile continuare con questa boiata!

Nell’ultima pagina una perla: “ La suora riceve un invito.
E’ richiesta la sua presenza alle 11 esatte
In via MERTUZIO 21 Roma . “tailleur” (ma non fa la suora ??? E l’abito religioso???) ( Nota di me).
Lei ne trova uno. Il resto è la trascrizione esatta dal libro. “Incontra un signore attempato vestito completamente di bianco. Le porge la mano. E le sorride. – Buonciorno Zuor Mozcato…
E’ un po’ che dezideravo cognoscerla…”

Ditemi voi come si può scrivere queste s…
Per consolarci? Uve nere del titolo NO. Il moscato poi ci fa schifo. Un bottiglione di Marsala di Trapani,a morte i piemontesi!
Per dire! Prosit Pronobis!

La faccia dell'autore!

 

 

JOSE' MANUEL FAJARDO
Il sapore perfetto
Guanda Editore 2005 Pagg. 315 16 Euri.

La storia di Omar prende il via da Gijon. porto delle Asturie.
E l'acqua sarà sempre presente, dal paese natale, al Messico, alla piattaforma petrolifera fino al Jolie Paname, bateau-mouche sulla Senna. Prima marinaio poi cuoco, il percorso è d'obbligo.
Lo struggente ricordo del padre, rivoluzionario, buongustaio ed allegro filosofo, occupa la prima parte del romanzo e ne segna tutto il corso.
L'immaginazione ed i sogni fanno parte della realtà, insegna al figlio. Così per Omar cucinare diventa tangibile realtà ma anche sognare, immaginare, inventare. Alla fine del suo viaggiare approda come capo cuoco all'Arc-en-ciel ristorante night con musica e cucina ispano americana. Si intrecciano storie d'amore e di cucina. Nella post-fazione la frase che riassume lo spirito del romanzo, tratta dal Don Chisciotte: TUTTO ACCADRA' COME PIU' CI PIACE!
Romanzo piacevole e divertente a tratti tragico (la rievocazione della guerra dei Balcani). Si vive bene anche senza leggerlo, magari ve lo racconto.
In appendice una lista dei ristoranti preferiti dall'autore tra Francia, Messico, Italia e Spagna.
P.S. Alla sezione cucina la ricetta dei PICADILLOS, specialità cubana.
   

Di Nico Orengo
Di viola e liquirizia
EINAUDI 2005 pagg. 155 Euro 15,50

Racconto la trama.
Un francese esperto di vino, viene chiamato ad Alba per tenere un corso di degustazione all'enoteca "tastevin". Prima serata: ben 20 persone. Amalia, proprietaria dell'enoteca e single (ma và?), ha un fratello grullo che si gioca la sua parte di cascina e terreno con il vile Barravale. Perde! Come recuperare l'avita magione? Si propone l'esperto degustatore con una scommessa: saprà riconoscere i vini scelti dal perfido baro. In palio la GINOTTA: la tenuta dei fratelli sfigati.. Saprà riconoscere i vini scelti il nostro eroe? Bien sur! Ecco di seguito la soluzione dell'arcano:
I°) "Colore granato, riflessi aranciati, unghia rosata tendente al bianco. Al profumo è vino selvaggio, con note di animale, direi pelli conciate, cuoio, caligine di vecchio camino, ha goudron, catramato, che finisce con virgole di pepe e chiodi di garofano. Questo è un Barolo del 1978 della cantina Beppe Rinaldi.
II°) Colore granato con riflessi aranciati da mattone di chiesa. Sentori pieni, invitanti, note di liquirizia, di menta, di canfora. Vino caldo, armonico, grande struttura e tannicità: Barolo 1978 Aldo Conterno di Bussia Soprana di Monforte.
III°) Sentore di frutta cotta, ciliegie sotto spirito, muschio, buccia d'arancia caramellate, cuoio, tisana di tiglio, fondi di caffè, cacao, lacca, olive taggiasche in salamoia, candela, cannella, noce moscata, miele di corbezzolo, legno d'acacia, zolfanello spento e tela cerata.
E' un Sorì Tildìn 1989 di Gaja.
IV°) Colore granato con brillantezza di tramonto, quando il sole color di arancia da spremere se ne va a morire tra una collina e l'altra, come se stesse ballando un tango con un'allegria melanconica. "..." C'erano viole e liquirizia. E' un Barbaresco 1989 Asili prodotto da Bruno Giacosa.

V°) Colore cupo, mattone molto cotto. Profumo primaverile: ancora viole, ma scure, poi ciliegia, le "marada" e poi rose sfatte e fumo di falò e anche castagne bianche, quelle che si mangiano nei giorni dei morti. "..." C'è sabbia e conchiglie di mari caldi, subtropicali. "..." E' un Roche d'Ampsej del 1986 di Matteo Correggia.
Tutti indovinati!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Non ho parole.
Si va in galera a dire che Nico Orengo avrebbe dovuto bersi una tanica di vino dei fratelli Ciaravegna?
O forse lo ha fatto a suo tempo?
Libro noioso oltre ogni limite. Scontato. Stupido.
Resta un dubbio: e se il vino da indovinare fosse stato Barbera d'Asti 2005 Francesco Capetta?

   
DAVID MADSEN
Confessioni di un cuoco eretico
Meridiano Zero 2006 Pagg216 Euro 13,50
 
L'antropofagia è pratica naturale quanto antica. Ancora oggi è praticata. Non solo in remoti ed inaccessibili luoghi ai più sconosciuti ma anche in sibaritici odierni ristoranti. Consolami la notoria scarsità cronica di liquidità dei miei sodali: mai andrebbero in siffatte mense. Dei cuochi diffidar si dovrebbe. Ben vengano le cucine alla Vissani. O meglio dire alla Jeremy Bentham: l'operatore sotto palese ed inclemente sguardo, attiene solo al consentito..
Il nostro chef, Orlando Crispe, divinamente cucina. L'attesa per accedere alla  sua mensa e lunga assai. Il premio però sarà ricco assai!
E' un racconto che raccontar è poco.

Inizia lento e banale, prosegue allucinato poi febbricitante poi terrificante. Accorate perizie del Dottor Enrico Balletti inviate al Direttore del carcere di Regina Coeli, si alternano a resoconti sul piacere della disciplina totale.
Nella piazza di Roma, su un alto terrazzo, delizie orgiastiche!

Finita la lettura ricominciar è obbligo. Colpi di scena, ardita ironia, allegra demenza, simpatia per la gente con le gambe sotto la tola:
per piacere, leggetelo!
Colonna sonora: gli ABBA in MAMMA MIA, repeat!
P.S. Alla sezione cucina ben tre ricette del sommo chef, attualmente operante al
PLAT D'ARGENT
GINEVRA
SVIZZERA

   
TOM STANDAGE
Una storia del mondo in sei bicchieri
Codice Edizione, Torino 2005 Pagg 220 Euro 22

I sei bicchieri sono pieni di: Birra, Vino, Distillati, Cafè, Tè, Coca Cola. Parleremo dei primi tre, ovviamente.

Il primo bicchiere ad essere bevuto, è quello d'acqua, qui nasce la storia dell'uomo, presso le fonti, i fiumi ed i laghi. La storia inesorabile procede. Dalla pietra si arriva alla lavorazione dei metalli. Così questo dotto manuale segue passo passo l'archeologia nelle tappe ideali delle sue scoperte. L'età della birra inizia attorno all'anno mille a.C. in medio oriente. La culla della civiltà è esattamente nella Mesopotania, oggi tristemente ridotta in un inferno. L'uomo diventa stanziale, allevatore e agricoltore. Nascono i primi villaggi vicino a zone dove i cereali crescevano spontaneamente. Questi possono essere stoccati , per soddisfare bisogni alimentari, senza problemi.

Anzi, qualche problema possono averlo: a contatto dell'acqua germogliano diventando dolci. Questo pappone, grazie ai lieviti presenti nell'aria, incominciava a fermentare, gli zuccheri diventano alcool... il pappone diventa birra!
Probabilmente era già stata scoperta la fermentazione di succhi di frutta, compresa l'uva e l'idromele.
Arriviamo al nostro amico vino. Che storia! Nella Bibbia è nominato innumerevoli volte. I Greci ne fecero un dio, Dioniso. In quel caos che dominava il monte Olimpo, questo era l'unico Dio che parlava direttamente agli uomini senza bisogno di oracoli ed indovini: bevendo il vino ad ognuno il dio parlava.

La dispersione del sapere greco-romano portò l'Europa alla barbarie. Grazie agli Arabi sopravvisse e ritornò a noi dalla Spagna conquistata. La capitale del sapere è ora Cordoba, nell'Andalusia. Qui nasce la distillazione. L'ebollizione del vino permette all'alcool di evaporare a 78°, l'acqua invece a 100° e l'angolo retto a 90°. I vapori si raffreddano e ci ritroviamo con tanto alcool e poca acqua: il gioco è fatto!
Nasce l'alambicco, parola che viene dall'arabo al-ampiq che viene dal greco ambix: e andìì! Nasce l'aqua vitae. Gli alchimisti si scatenano. Da presidi medico chirurgico, l'acquavite nel XV secolo diventa bibita popolare. Viene prodotta ed esportata specialmente nei paesi del Nord Europa data la penuria di vino. Arriviamo ai moderni distillati. Tutti figli e fratelli: Rum, Gin, Grappa, Whisky, Vodka, Calvados, Armagnac, Saké, Tequila, Sambuca, Cognac, Mezcal, Pisco, Pernod, Raki, Assenzio, Bourbon,
Cointreau, Genepì, Sliwowitz, Zwack, Cachaca, Boukha, Okolehao, Barack Palinka...
Libro documentatissimo, notizie curiose, riflessioni sociali ed antropologiche, concetti profondi come le Marianne. Correre ad acquistarlo. Leggerlo con bicchiere di acquavite di frutta in mano:::

JERZY PILCH
Sotto l'ala dell'angelo forte
Fazi Editore 2005, Pagg 212 - Euro 13,50

Grande ed epico romanzo etilico! Fantasmagoriche lotte quotidiane di incredibile difficoltà. Incontri e desideri, mancati appuntamenti e rincorsi tardivi. Allucinato desiderio di un destino che mai risponderà alle richieste. Sopra a tutto la bevanda che tutto può! Accudire,coccolare, ascoltare,carezzare,assopire...
Bevendo non si può vivere a lungo e felicemente: Ma come è possibile vivere senza bere?
Attraversando ricoveri, allucinazioni, ricordi, si snoda il racconto su di un fiume di vodka Attorno una  Polonia che segue suo malgrado Solidarnosch, il muro di Berlino abbattuto, in una società che non sa trovare una sua salvezza. Ricordiamo il grande VENEDIKT EVROFEER ed il suo "La Mosca sulla vodka". La salvezza, qui; arriva. La salvezza dell'amore! Che si presenta in camicetta nera e gonna verde. Il nonno, il babbo e tutti gli antenati da amati e rispettati etilisti cronici eroici, diventano disgraziati prodotti di una vita disperata. Esiste la salvezza! Ed ora è festa. Sorseggiamo un té con calma e gratitudine: del mondo siamo dolcemente partecipi.

 

DON CALO'
Venti racconti intorno al vino
Ci.Vin. Editore Società Editrice dell'Associazione Nazionale città del Vino, Via Massetana Romana 58/B 53100 Siena.
Tel. 0577 2715 79 fax 0577 271595
Marzo 2005. Pagg 226   -  € 10

La scommessa di riuscire a parlare di vino e umanità, di uomini e viti, di terra, aria e sentimenti è sicuramente vinta. Scritto in modo piano, mai banale, riesce a farci toccare con mano aspetti legati al vino profondi, sorprendenti ed insospettati. Nel racconto poi "Il pittore di Chatillon" si racconta la storia del successo di un disegnatore di etichette. Da questo successo anche la sua vita acquista umanità e profondità, scusate l'interesse personale...
 Ricordo che ad ogni racconto è associato un bel disegno di Rosario Mazzella.
Il volume merita certamente una diffusione nazionale adeguata al talento dell'autore ed al profondo godimento che si riceve dalla lettura.
Assolutamente impedibile!

   
Autori Vari
Pasta Killer
Sottotitolo: Il sapore giallo-noir della pasta.
Morganti Editore Verona 2005 pagg 364 euro  14.00

Dodici racconti di pasta e morte! Alcuni più gialli, altri virano al nero tenebra. Alcuni divertenti altri virulenti. Tutti sanno che la pasta, ricca di carboidrati, è potenzialmente pericolosa. Qui è qualcosa di molto peggio! Da ora non sarà innocuo un piatto di lasagne alla bolognese destinata ad un concorso o la pasta fatta a mano condita abbondantemente... La triste pasta al burro e parmigiano descritta da Marco Vichi ed i pici all'anatra che sanciscono drammaticamente la fine di un'aggrovigliata storia d'amore. Ci sono anche i bucatini all'amatriciana (ricetta alla sezione cucina) e le trenette al pesto di Nino Filastò. Mettete su l'acqua, abbondante, salate... Assaggiate con cura la pasta con un pò di condimento...

In bocca al lupo. Crepi!

   
VIL'JAM VASILEVIC POCHELEBKIN
Il liquore che viene dal freddo
Slow Food Editore   1995 pag 255  -  18 euro

Strabiliante! La parola "VODKA" deriva da VODA', acqua. Idea di semplicità, purezza e perfezione. Un balsamo, una medicina in grado di alleviare le ambasce quotidiane.

Le bevande alcoliche presenti sui nostri deschi sono numerose assai.
La differenza, assolutamente totale, è che in questo elisir c'è l'acqua dei purissimi fiumi della sconfinata tundra russa. Ed è proprio questo il motivo dell'eccellenza di questa bevanda.
Caterina la Grande era solita regalarne una bottiglia a parenti ed amici:
la Regina d'Inghilterra, l'imperatore di Germania ecc.
Tutti parenti erano, anche se , parenti serpenti!!
Prosit.

La vodka russa non è riproducibile. Gli impianti possono essere uguali e lo schema tecnologico idem ma l'acqua dolce dei fiumi delle foreste russe come la Vazuza o il clima ed il terreno della regione di Niznij Novgorod sui cui campi continua a crescere la mitica segale russa. Solo la vodka proveniente dalla Grande Madre Russia è la vera VODKA. Nel 1986 grazie alla "Perestrojka" avviene la riconversione degli stabilimenti di vodka in produzioni non alcooliche. Disastro! Le condizioni di vita del popolo peggiorano: distillazioni clandestine, sofisticazioni e speculazioni.  Nel 1990 viene abolita la legge dell'86. Riprende la produzione statale con standard qualitativi elevati. Attualmente, novembre-dicembre 2006, l'allarme è ancora più alto. Il progressivo inpauperamento della popolazione ha portato alla diffusione tra pensionati, reduci, invalidi, disoccupati, di alcool di pessima qualità, di origine non alimentare. Si usano prodotti chimici vari: solventi, detergenti, antigelo... Questi beveroni tossici portano alla morte circa 30.000 persone all'anno alle quali vanno aggiunte le "normali" vittime da alcoolismo cronico: cirrosi, incidenti, assideramenti. Si chiede a gran voce l'intervento dello stato.  Boris ryzlov, speaker della Duma, ha sollecitato la completa nazionalizzazione della produzione e vendita della vodka. E' stata anche proposta la riapertura dei locali statali in cui è possibile mangiare e bere vodka con 20 rubli (circa 20 centesimi).
Potrà il monopolio salvare queste anime? Mah!?  

   

ENOKILLER

 
Antologia
Il sapore giallo-noir del vino.
Morganti editore 2005   -  € 12.00
Quattordici racconti di vino, cantine ed osterie. Rosso vino, rosso sangue. Inquietanti e dannati. Bicchiere pieno e libro in mano. Chissà, qualche volta vi andrà di traverso, qualche altra vi strozzerà. E più bevete e più sentirete alle vostre spalle rumori sospetti... Provate a leggerli ad alta voce, ognuno un racconto diverso. Sempre accompagnato ad un vino diverso... Più leggete e più bevete e maggiore sarà la soddisfazione. Magari entrerete direttamente in una storia, magari un bel splatter che vi coinvolgerà direttamente! Il successo è assicurato!

P.S. Consiglio di procurarsi un solido alibi prima della serata di lettura!
Prosit!
 

IL PROFUMO
Sottotitolo: Colui che domina gli odori, domina il cuore degli uomini.
Longanesi Superpocket 1997  pagg 259 L. 65 00
 
Ritorna al grande pubblico Jean-Baptiste Grenouille! Il romanzo da cui il film è tratto, ebbe un grande successo negli anni '80.
Trattandosi della storia di un profumiere, un maledetto talento dell'olfatto, il romanzo riposava da anni nella mia libreria.
Questo giovane cencioso, nato a Parigi nel 1738, nel luogo più puzzolente che si possa immaginare, il Cimitière des Innocents, scopre di possedere un olfatto infinitamente infallibile. Decide dunque quale sarà la sua missione: creare il profumo
perfetto, in grado di creare amore in chi lo fiuta! Riuscirà nell'impresa ma a che costi! Il libro di Süskind è godibilissimo.  Straordinaria la ricostruzione dell'epoca e dei suoi effluvi. Storia sociale, antropologia dell'olfatto e, non ultimo, l'intreccio noir. Più e più volte hanno cercato di farne un film ma Süskind aveva sempre rigettato le offerte.
Forse ha finito i soldi intascati con il libro...
Il libro, dalla pubblicazione nel 1985, ha venduto oltre15 milioni di copie. Mi dicono che il film è mortalmente noioso.
Nei panni del primo maestro profumiere frequentato da Grenouille il grande Dustin Hoffman.

 

 

Patrick E. McGovern
L'archeologo e l'uva
Vite e vino dal neolitico alla Grecia arcaica.
Carocci, 2004     € 24,50 Fondamentale studio sulla diffusione del vino. Basato sull'archeologia e la chimica.;'autore dirige il Museum Applied Science Center for Archaeology dell'Università della Pennsylvania e si occupa in particolare di archeologia biomolecolare. I vari recipienti ritrovati, grazie a moderne tecniche di analisi. che vanno dalla biologia molecolare all'analisi del DNA, ci possono raccontare molte cose. Dalla composizione del loro contenuto al luogo di produzione del manufatto. La lunga strada del vino parte dal vicino oriente. Forse 500 milioni di anni or sono. Con la rottura di Pangea e la deriva dei continenti,la pianta dell'AMPELOPSIS, una pianta rampicante considerata la progenitrice della "vitis" si distribuisce e si creano specie diverse. L'archeologia ci fa conoscere le caratteristiche del vino. Dalla tomba del Faraone Scorpione I° datata 3150 a.C. circa, vengono ritrovati circa 360 orci. Tutti con il sigillo del Faraone e con l'indicazione del vigneto di produzione.
Nella tomba di Re Mida, a Gordio, l'odiernaYassihöyük presso Ankara, 157 recipienti in bronzo, il più grande servizio da tavola dell'età del ferro. I vasi di bronzo, una volta ripuliti, sembrano davvero d'oro!
I residui hanno dimostrato la presenza di birra e idromele nel vino.
Libro ricco di informazioni, aneddoti, approfondimenti.
Anche le parti più tecniche sono rese accessibili ed affascinanti: leggetelo, divertimento assicurato!
PROSIT PRONOBIS!

Roberto Giardina
Pizza con crauti

Colorado Noir  Pag.355    € 15     -  2006
Storia di un siciliano che emigra a Berlino per aprire un ristorante-pizzeria.
Il romanzo è di tipo "noir". Di cibo si parla spesso.
Nell'ultima parte del libro la vicenda si sposta in Sicilia. Il racconto è un pò confuso ed arrovellata. Riporta però la ricetta del gelo di mellone:
da non perdere! Da leggere alla sezione
P.S. Nel mese di giugno, durante un mio girovagare nella Tuscia laziale, mi sono imbattuto nel ristorente del camping " IL CLUB DEGLI AMICI" in quel di Pesci Romana. Ho mangiato la pizza ai crauti, la specialità. Veramente ottima! Andateci, ne vale la pena! Da bere con un Santa Maddalena. Prosit pronobis!

 

Henry Cristopher Bailey
Il mistero del menù francese
I Bassotti POLILLO EDITORE
Pag. 58  Euro 5.50  2005

 

Un pittore inglese, alquanto dotato, sparisce misteriosamente. Incaricato della ricerca è il Signor Reggie Fortuna, abile investigatore e appassionato gourmet. Nella stanza del pittore volatilizzato viene trovato il disegno di un volto satanica. In realtà è il retro di un menu:

"DINER
Artichaut à l'Huile
Pomme de terre à l'Huile
Porc frais froid aux Cornichons
Langouste Mayonnaise
Canard aux Navets
Omelette Rognons
Filet Garni
Fromage à la Crème
Fruits, biscuit"

l commento di Mister Fortune è tassativo: morto d'indigestione!
Carciofi, patate all'olio, maiale freddo, aragosta, anitra e rape, omlette di rognoni, arrosto guarnito... Naturalmente l'indagine arriverà a scoprire le vera ragione della sparizione.
P.S. Bevendo una bottiglia di Mouton-Rothschild, Pauillac, del 1900 consiglia di accompagnarlo con le nespole, questi inglesi, ne sanno una più del diavolo! Il romanzo è del 1935, quindi quel chiaretto era piuttosto anzianotto!
 

 

IL DIO DELL'EBBREZZA

Antologia dei moderni Dionisiaci, come recita il sottotitolo.
Si va da Friedrich Nietzsche, il lamento di Arianna, a Federico Garcia Lorca, il duende.  Dal grande Bulgakov, noto morfinomane, al piccolo D'Annunzio, noto morfinomane.
Dal grande Sigmund Freud, noto cocainomane, al piccolo Carlos Castaneda, noto peyotlomane. Quindi c'è veramente di tutto.
Alti e bassi.
All'inizio dotta introduzione del Prof. Elémire Zolla:
LA FIGURA MITICA DI DIONISO DALL'ANTICHITA' AD OGGI.
Da leggersi bevendo un buon calice

 

IL GIARDINO DEGLI ORRORI.  
Il giallo Mondadori
2006 pagg 178 euro 3,60

Occomemai un
libro giallo nella nostra rubrica di libri enologic-gastronomic- edonistic-goderecci? Presto svelato l'arcano è: il giornalista investigatore si chiama Maxime Lisbonne.
Chi è questo carneade? Un giornalista free lance.
Nel corso del romanzo salta fuori che è omonimo di un generale combattente della Comune di Parigi. E qui di questo generale conviene parlare. Nominato il D'Artagnan della Comune si battè come un leone sulle barricate dal marzo al maggio del 1871. Amico fraterno di Louise Michel,  il cuore tenero e forte della comune, divise con lei la prigionia nella Nuova Caledonia.  Dopo l'amnistia del 1880 torna a Parigi e che fa? Rileva un bel localino, lo chiama "Le Divan Japonais" e rivitalizza le notti parigine. Sono attrazioni varie, balletti. E' qui che Jane Avril danza ed è immortalata dai manifesti di Toulouse-Lautrec, di lei innamorato. Arriva poi Yvette Guilbert, il primo streep tease al mondo e la canzone "Madame Arthur", l'ambiguità di una sessualità liberata.
Tutto questo è Maxime Lisbonne: combattente glorioso per la rivincita dei derelitti, per l'eguaglianza, la libertà e ... la gioia!
Raro caso di felicità anarchica e felicità personale.
La fantasia salì al potere e, per poco, gioì in libertà.  Lode a Maxime Lisbonne! E lode a Didier Daeninckx per averci ricordato questo personaggio fondamentale della storia.
 

Benoît Noël
L'Assenzio

Volete sapere tutto sull'assenzio??!!! Ma proprio tutto!!???  Dalle modalità d'uso alla sua storia, dalla sua diffusione alla sua proibizione..
Dalla fabbricazione alla filmografia ("Absinthe makes the hearth glow...", dice Jack Nicholson nel famoso Easy Rider del 1969). 
Sono comprese varie ricette per la fabbricazione e l'elenco dei più noti consumatori, da intendersi: straforti consumatori. Si va da Ernest Hemingway, Premio Nobel 1954, a Van Gogh, da Auguste Strindberg a Edvard Munch......
Ricco di notizie, aneddoti e curiosità, comprende un gran numero si siti web che si occupano della vendita della "fée verte" e di tutto ciò che la riguarda, compresa tutta l'attrezzatura di antiquariato e moderna.
Obbligatorio per chi è interessato. Molto probabilmente si farà presto una bevuta. Ma di assenzio, parbleu!!!!!!!!!!

P.S. Il disegno di copertina ben rende l'effetto dell'assenzio dopo il primo sorso... già il bicchiere e fuori squadra e non solo! Prosit

 

MARIO LUNETTA
Figure Lunari
Robin Edizioni Roma 2004   pagg 198   € 11
Romanzo giallo che già nel titolo ci anticipa l'ambientazione.
Siamo in una Roma desolata e solare, malavitosa e superba.
Un truculento omicidio ci inghiotte nel degrado disperato di vite offese.
Il protagonista, il commissario Vauro ci si muove con dolore e disgusto. Isola felice la compagna Selvaggia, la buona tavola e le corroboranti discettazioni con il giudice .........
(non mi ricordo il nome, Wondt? Woltzar?, Wolkul?).
Scrittura barocca e difficile dapprima poi si trasforma in armonia e godimento.

Consigliato a tutti!!

 

JEAN-MARIE LACLAVATINE
Il Rosso e il Bianco
MERIDIANO ZERO 2004  Pag. 187 Euro 12
 
Affascinante e divertente. Ricco di suspence e brio. Sono dieci racconti legati tra loro da un filo rosso... o bianco dell'italianista e prode enofilo Laclavetine.
Sempre è il vino protagonista di questi ottimi racconti.
Racconti che toccano tutti i generi: quello giallo nel primo racconto, Mosche sommerse. Quello rurale-sociologico nel secondo, Vendemmia tardiva, quello romantico-erotico, Accessori. Ad alto tasso alcoolemico l'angosciante In cantina, psicoanalitico il quinto,  Questioni di etichetta.    Un giallo a carattere famigliare, La coppa dell'oblio, nome di un'osteria. Djinn è etilismo spinto.   Non manca il racconto partigiano nella Francia occupata, Morte per trasparenza ed uno horror, alla maniera di Stephen King sui destini ed i richiami dei morti, Amici. Per finire, il tenero racconto di due giovani amanti legati in vita da una comune passione che li lega anche ora in Paradiso.
Ogni racconto ha un finale sorprendente che spinge alla rilettura! La scrittura è veloce e profonda, ricca e precisa. I vini francesi sono molti e ben spiegati. Naturalmente, alla fine, bevuta di vini francesi!
Obbligatorio! 

   
GIAN CARLO FUSCO
L'Italia al dente

SELLERIO EDITORE  2002 Pag. 108 euro 8Altro libro di racconti, altra scrittura elegante, barocca, fantasiosa. Un vero grande talento dalla forza irresistibile!
Bionda, socialista e risottara, è il primo racconto. Il marito napoletano non può soffrire il riso della moglie lombarda. Non resta che il ricatto dell'astinenza per farle imparare a fare la pasta. Il secondo, La chitarra dell'imaginifico, racconta di un pranzo del giovane Fusco al Vittoriale,
spaghetti alla chitarra serviti da ancelle in tunica corta e trasparente.
Mentre il Vate racconto dell'uso della "chitarra", il giovanetto si interroga sull'origine di quel boschetto? un gattino accovacciato? un segno di lutto insolito?Trenette ai datteri per Ras Tafari, racconta della visita nel 1928 di Hailè Salassiè, futuro Negus Neghesti all'Arsenale di La Spezia.
 Al sontuoso banchetto offerto a lui ed al suo seguito, al momento dell'arrivo delle trenette, gli etiopi si mangiano tutti i datteri di mare lasciando agli altri le trenette scondite. La pasta fritta del colonnello Vagliacof, si svolge nella guerra di Spagna. Due nobili franchisti, arrestati dai miliziani, si salvano grazie alla conoscenza del colonnello, nobile siciliano, loro amico.  Da buon siciliano riserva loro un trattamento gastronomico superbo.  La "norma" della vigilia, siamo in Albania alla vigilia della guerra.  Militari siciliani vengono sorpresi dai loro ufficiali a mangiare gli spaghetti con le melanzane fritte, alla  "Norma"  appunto, quella di Bellini, suprema. Peccato che tutti gli ingredienti fossero rubati.  Condivisione generale! Il lutto si addice alle zite, racconta del profondo dolore che prova Renato Simoni,  autorevole critico teatrale del Corriere della Sera, alla notizia della morte di Italo Balbo.   Frande dolore! Non tale da impedirgli di rinunciare al valpolicella ed al gratin di zite. Matriciana con l'eco per donna Nadia, ancora in Albania, ad una cena nella casa del Luogotenente di Vittorio Emanuele III: Essendo il suo compleanno, la moglie, donna Nadia, chiede a l'ex spasimante di cucinare per loro, Questi si vendica facendo capire al Luogotenente che lei è l'amante di Ciano. Il cuoco finisce alle isole Tremiti. Infine l'ultimo:  Le lasagne al forno con gli uccelli alla Merlin. Siamo nel 1948 e la malavita è preoccupata per la possibile entrata in vigore della legge Merlin.
Di cosa si occupava la legge Merlin? La maitresse dice  <Le lasagne al forno con gli uccelli, d'ora in poi le chiamerò "alla Merlin". Vi dispiace?> <E perchè?  Ci vedi un rapporto tra le lasagne e gli uccelli?>. <Fra le lasagne e la Merlin no! Fra la Merlin e gli uccelli! Nel senso che lei può impedirvi di mangiare sugli uccelli, ma non di mangiare gli uccelli!...>
Stupendo. Obbligatorio! 

Luis Fernando Verissimo
Il Club degli angeli

Ponte alle Grazie  2002   Pagg 116 - Euri  9.00

  Entrare nella morte ad occhi aperti

 .... e a stomaco pieno.

ADRIANO (?)

Si può vivere con un solo senso?
A questo si può dedicare la vita intera?       CERTO!!!!
Specialmente quando questo senso è il gusto.
Ammargioppiù quando questo senso, spinto al massimo, ci apre le porte dell'Ade.  Qui ci accompagna, con la nostra ricetta preferita, il nostro massimo appagamento..... Cosa c'è di meglio? Tuffiamoci allora nel mare amico della nostra perdizione, nel piacere assoluto:

E' il nostro io che profondo ci accompagna tutti i giorni ed al quale ora possiamo dare completa soddisfazione.Questa è la storia di dieci amici che della perfetta gastronomia hanno fatto l'unico scopo della loro vita. L'incontro con l'eccelso cuoco Lucidio, appartenente all'esclusivissimo circolo degli assaggiatori di FUGU,  cambia la loro "vita".
Questo è un pesce suberbamente eccellente ma velenosissimo. La preparazione richiede una rara perfezione che non ammette errori: una piccolissima imprecisione porta a morte certa l'assaggiatore.
In questo attimo è racchiusa la più grande emozione che permette l'estasi del gusto.
Allora per ognuno ci sarà il piatto preferito con la conseguente estasi definitiva: la massima appagazione totale, estasi ontologica.
Daniel, anfitrione delle cene fatali, estimatore del Saint Estèphe *, ci conduce tra canard à l'orange (fondamentale il Calvados!) e lo gigot d'agneau proprio come una delle tante guide oggi a disposizione.
E nel finale di necessità virtù: bisogna pur campare!

Gli dei sono giusti,
e dei nostri voluttuosi vizi
fanno strumenti per torturarci.

W. Shakespeare      Re Lear

* Saint Estèphe, un Bordeaux della zona sinistra della Gironda.
Particolare, ricco di tannini e di acidità. A base Cabernet S.
Ora cercano di ammorbidirlo con iniezione di Merlot. Ahimè!
 

TORGNY LINDGRENLA
Ricetta perfetta
IPERBOREA 2004 pp223 13,50 euro
Il racconto si apre con una lettera di licenziamento per il cronista di provincia.
L'accusa è di aver riempito per molti anni, di bugie le pagine del giornale.
Solo storie inventate.
E proprio a lui è affidata la narrazione che ci apprestiamo a leggere.
E' la storia di due persone, l'uno dalla falsa e raccapricciante identità, l'altro dalla salute invulnerabile in zone ad altissima mortalità per tubercolosi.
Con paziente solerzia, di casolare in casolare, vanno alla ricerca della ricetta perfetta: quella della PÖLSA.
Un bollito di interiora di vari animali che ognuno prepara a modo suo.
Come oggi critici ed enoturisti corrono per le stelle delle guide, ossessionate dalla ricerca del cibo genuino.

E così i due protagonisti a questa ricerca dedicano il loro tempo: storiche frequentazioni che ci parlano di cucine, di uomini e di donne. Questa ricerca li porterà, inesorabilmente, all'incontro finale, che tutti attende, quello con il loro destino.Lettura che dalla prima pagina ci avvince e teneramente ci lega all'anziano cronista. Avvinti dalla scrittura soavemente umoristica ed esaltati dalla comprensione del percorso, anche noi ricerchiamo la ricetta perfetta. Ricetta che è diventata la sintesi tra identità e memoria, tra desiderio ed illusione.  In questa corsa verso il proprio destino accompagniamo affettuosamente i nostri personaggi fragili ed austeri,  sentendo di condividere la loro ricerca.
Allora avviamo la nostra DIAMANT e corriamo in questa desolata regione del Vasterbotten,  fatta di boschi, stagni, fiumi ed acquitrini
 
  L'UNICA MEMORIA POSSIBILE E' LA FANTASIA    !!!!!

P.S: Per la PÖLSA si consiglia: Lambrusco Reggiano V.Q.P.R.D. Venturini Baldini

   

Christophe Bataille
Assenzio
IL MELANGONO 1995 pp 107 9,30 euri
 

Racconto di un'infanzia in Provenza. Ricordi che ci ammaliano, incontri, paesaggi, percorsi, sensazioni, emozioni.  Su tutto domina la figura di Josè, da pirata a montanaro. Il gran mago capace di racchiudere in boccioni di vetro la misteriosa forza dell'artemisia, arthemisia absenthium,  l'assenzio.
Ed allora le lunghe camminate per raggiungere l'isolato ed incantato laboratorio dello stregone.  Stregone prodigo con il ragazzo di storie che nel racconto continuano a rivivere.
Bruscamente il divieto alla fabbricazione e vendita dell'assenzio interrompe questo PARADIS. E l'orrore della guerra incombente ricopre con il suo sudario questa epoca di illusioni, speranze ed innocenza.
Occorre leggere queste dolci e vive memorie in un momento di rinascita di questo liquore che ha ispirato Baudelaire  e  Modigliani,  Degas  e  Verlaine,  Poe e  Zola.
L'assenzio ha segnato profondamente la fine dell'ottocento lasciando testimonianze di cui questo libretto è la tenera narrazione di un intimo ricordo.

P.S. Il PARADIS riguarda un altro liquore di cui si riparlerà!

 

Confesso che ho bevuto  
Racconti sul vino e sul piacere del bere
Derive/Approdi
Prima edizione marzo  2004  - 13,50 euro

Trenta racconti che dovrebbero essere sul vino ma poco ci hanno a che fare. Farraginosi, melensi ed inutili. Mah! Probabilmente sono tutti astemi, gli autori.  Su tutti svetta Gianni Mura con il racconto che da il titolo alla raccolta: piacevole e divertente.
Tommaso Giartosio ci regala un bel racconto su di un bicchiere speciale.
Antropologia nel racconto di Franco Alasia, resoconto di memorie dal paese di Nole Canavese che risvegliano racconti simili ascoltati da piccini.
Infine merita menzione Paolo Nori per il racconto "Trallallà" che così termina:
Soffrirò... morirò...
Ma intanto
Sole, vento, vino, trallallà
P.S. La copertina, da E. Munch, promette emozioni e situazioni. Invan!
   

La musica del vino
Sottotitolo: Diciassette racconti etilici.
Editore EFFEQU, Orbetello  - Euro 7  - Per informazioni: www.effequ.it
Allora, in copertina un bellissimo ritratto: Il bevitore, di Francesco Presenti.
Volumetto bello e curato. Contiene un' antologia di racconti, alcuni ambientati in Maremma, che hanno al centro il vino.  Si parla del vino, qualche volta di un vino.  Inteso come medicamento dell'anima e come viatico nel nostro peregrinare quotidiano.  Alcuni racconti sono veramente splendidi, tutti di grande godimento.  Da leggere in compagnia di una bottiglia di vino.
Farà passare la sete che comunque vi verrà.
Complimenti Prosit
P.S. Obbligatorio, almeno per la citazione di De Filippo posta all'inizio!!!!!!!!!!!!!!!!
   

John Fante  
La confraternita dell'uva

Titolo originale: The brotherhood of grape.
 Einaudi  Stile libero - Euro 9
 
Nato in Colorado nel 1909, figlio di immigrati italiani, è ormai diventato autore di culto. Non molto noto in vita negli USA è stato riscoperto dal trangugia Charles Bukowski che, letto per caso un suo racconto, se ne innamorò perdutamente. Nel giro di qualche giorno e qualche decina di bottiglioni, ne lesse tutti i racconto.  Bukowski era al massimo della fama e nel suo "Donne" del 1978 raccontò al mondo della sua strepitosa scoperta.  L'interesse per il buon Iohn esplose: Francis Ford Coppola lesse la "Confraternita" e ne fu entusiasta tanto da progettarne la riduzione cinematografica.
Il romanzo, edito per la prima volta nel 1977 è un omaggio alla figura del padre, qui Nick Molise, alla sua italinità ed ai suoi amici, compagni di bevute e di sventure.   Consideratosi il più grande scalpellino d'America, accetta l'incarico di costruire un essiccatoio completamente in pietra. Più che fare calcina, il vecchi con l'aiuto del figlio, trinca a più non posso.
In questa nuova realtà l'antico abruzzese volge l'orgoglio residuo in grandiose bevute condivise dal figlio.  Il risultato finale da queste dipenderà.
Obbligatori. Fraterne bevute.
Prosit.

 

 

   

Elogio della sbronza consapevole

 
Sottotitolo: Piccolo viaggio dal bicchiere alla luna.
Di Enrico Remmert e Luca Ragagnin. Prefazione di Bruno Gambarotta.
Gli specchi Marsilio.
 
L'alcool, in tutte le sue forme, è il protagonista assoluto di questa antologia-enciclopedia che raccoglie centinaia di brani letterari in cui viene citato.  In tutte le epoche e in tutte le lingue, vino e cocktails, rum e vodka, sono al centro di storie a noi vicine e care: un delirio alcoolico!  Dalla Bibbia in cui il buon vecchio Noé, dopo centinaia di anni, si degna di concedere il suo nome ad un bicchiere, ai lirici greci deferentemente citati in etichette di vino, il percorso è lungo ed appassionante....
Diciamolo dunque: l'uomo lo ha sempre bevuto e sempre continuerà a farlo.
Non certo come alimento del corpo. Come noi lo beviamo insieme.
Per inebriarci, noi naviganti nel gran mare della vita che così tanto ci affascina!
Obbligatorio! PROSIT!

   

Paolo


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