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IL SEGRETO DI SANTA VITTORIA,
USA 1969
regia di Stanley Kramer
Con: Anna Magnani, Anthony Quinn, Virna Lisi, Hardy
Kruger, Renato Rascel.
Tratto dall'omonimo romanzo di Robert Crichton.
Lo scrittore americano, R. Crichton, finita la
seconda guerra mondiale, fece un giro per l'Italia.
Curioso ed attento, non per nulla è uno scrittore,
nei suoi vari vagabondaggi, ascoltò una storia che
lo interessò. Era in un paesino del Piemonte e
tornato in patria, si ricordò di quella storia e ci
scrisse un libro, non per nulla è uno scrittore. Il
libro ebbe molto successo ed il regista, S.
Kramer, decise di farne un film, non per nulla è un
regista. Grande produzione! Grandi attori! La
vicenda si svolge in quel piccolo paese piemontese
ed inizia il 25 luglio del '43 data della fatidica
caduta di Mussolini. E veniamo alla storia.
L'avvinazzato commerciante di vino, Vinicio
Bombolini, sale sulla torre del paese e sventola il
tricolore. Tosto, per il suo eroismo, viene eletto
sindaco. |
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| Tripudio generale! Ma l'allegria
dura poco: giunge la notizia che i tedeschi in fuga
stanno arrivando. Occomemai ? Essi vogliono il
vino. Hanno saputo che nelle cantine del paesello
giacciono migliaia di bottiglie, lì conservate da
una casa vinicola per produrre il vermuth. Il
cantiniere fa un'accurata conta. Giacciono nella
cantina bottiglie 1.307.000! Che se ne faranno mai i
tedeschi in precipitosa fuga? Come faranno a
portarsele via? Boh?! Panico generale! Aiuto! Il
prezioso liquido corre grande periglio! Che fare?
Una soluzione ci sarebbe... La Provvidenza ha
provvisto i dintorni di ampie grotte.
Trasferiamocele ed alla svelta che chille fetusi no
abbiano a bé o' vino nostro! Questi simpatici
piemontesi parlano romanesco così così. Viene
organizzata una catena umana che coinvolge tutti gli
abitanti. Grande scena corale e sono i veri abitanti
del paesino, tutti romani, che per le vie ed i
sentieri si passano le preziose bottiglie. Quando
arrivano i tedeschi trovano le immense cantine quasi
vuote, un poche le hanno lasciate. L'ufficiale
crucco è crucciato. Fortuna per lui che c'è una
contessa bbona che gli si offre, meglio che niente.
Intanto cercano qui e là ma nulla trovano. I ben due
camion restano vuoti. Arriva una telefonata dal
comando. Partire! Pace, se ne vanno. Tutti contenti,
contentoni. Amo sarvato er vino, mortacci loro! Anna
Magnani, occhi cerchiati di nero, capelli
perennemente arruffati, piangente, è la moglie del
Bombolini, A. Quinn, grande istrione, colpito da
convulsioni epilettiche quando gli chiedono ndò stà
er vino? Babbalucche, R. Rascel, fa il segretario
del sindaco beone. Beone a sua volta ed affetto da
cretinismo. H. Kruger, angelo biondo nazista ma cor
core 'n mano si tromba la depressa V. Lisi, bona che
si sacrifica. Il film giustamente, fu un fiasco, eh,
eh, eh. Non poteva essere altrimenti. Il film fu
girato ad Anticoli Corrado, provincia de Roma. |
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Ratatouille
PIXAR, film di animazione computerizzata, USA 2007.
Con Rèmy, il topino, Linguini, il ragazzo chef,
Skinner, il nuovo chef, Colette, aiuto-chef, August
Gusteau, lo chef scomparso.
Regia di Brad Bird.
Un giovane topolino, si scopre la passione della
cucina. Come tutti i topi. Ma lui ha un fiuto ed un
gusto straordinari. Bacchetta gli altri suoi
consimili: non mangiate monnezza, bensì
prelibatezza. I topastri non sono
convinti, le une abbondano, le altre scarseggiano. E
decidono, come anche noi, di continuare con le
schifezze. Il prode sorcio non demorde, grazie ad
una vecchia dinamitarda, cade nella fogna e si
ritrova nella città di Parigi (Francia), nota per la
sua cucina assai raffinata. Casca in un ristorante,
anzi nella cucina, e ne prende, letteralmente, le
redini. Il successo è rapido ed inarrestabile.
Non va tutto per il meglio: alti, altini, bassi,
bassissimi. Inseguimenti alla Giames Bonde,
Personaggi biechissimi e fantasmi buoni, saggi e
generosi. Alla fine trionfa il genio gastronomico
della pantegana! Il perfidissimo critico, tal Ego,
ne magnifica le doti. |
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| Ma, si sa, la fortuna gira, girina.
Una indagine della USL trova migliaia di ratti nel
ristorante. Ne viene decretata la chiusura! Ahimè!
Tutto è perduto. Perdutino. Il topastro apre, come
farebbe chiunque, un altro ristorante, il
"Ratatouille", dalla ricetta da lui prediletta. Il
giovane sub-chef, ragazzotto ebete, Linguini diventa
ricco. Ama una certa Colette, gnocca cuoca. Altri
toponi aprono anche loro un bistrò, però riservato a
loro simili. Alleluia. Beh, sarebbe un film sulla
salvezza dell'anima, animella, grazie alla buona
cucina. Noi sgranocchiamo patatine fritte e facciamo
meditazione zen. Un po' si ride, un po' ci si
incazza, un po' ci si annoia. Per stomaci di
cemento. Alla sezione cucina la
ricetta
della ratatouille |
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JULIE & JULIA
regia di Nora Ephron, USA 2009
Con: Meryl Streep, Amy Adams, Stanley Tucci, Chris
Messina, Linda Emond.
La Storia:
Julia Child (Meryl) e suo marito, diplomatico
americano, si trasferiscono a Parigi (!). Siamo
negli anni '40. La città strega l'orchessa, che ride
sempre, sbraita e mangia. Il marito, Paul, se ne sta
buono nel suo cantuccio all'ambasciata.
Innamorato,non si direbbe proprio, della giunonica
femmina, l'accontenta in tutto. Quella, poveretta si
annoia e mangia. E così, una trota trangugiata,
un'anatra divorata e via discorrendo, decide di
impegnare il suo tempo seguendo un corso di cucina
francese. Ne resta affascinata e ne diventa cultrice
oltreché esperta. Il buon Paul segue imperterrito i
progressi del ciclope e abbondantemente la scopa con
fare assente: perchè la fà? C'è scritto di fare
così, e basta. Quella bercia e ride e affetta
cipolle, anzi, onions. |
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Cava le bretelle al poverino P. e lo
cavalca con foga equina. Ma a Nuova York c'è
un'altra coppia, con identici problemi, siamo negli
anni novanta e di tempo ne è passato. Julie Powell,
è giovane e graziosa ma insoddisfatta. Fa un lavoro
di merda, consigli ai traumatizzati dal crollo delle
Torri Gemini, ed è insoddisfatta. Ma il destino è in
agguato... Che fare? Ma, certo, mi faccio un blogghe!
Brava! Di cosa parlare? Ma di cucina! Di un libro di
cucina! Quale? Ma quello della panzona Julia Child!
Ella un libro scrisse! Ma che libro? Ma sulla cucina
francese! Ma và? Tutte le donne ammericane lo
tengono? Ah, che bella idea! Quella allora cucina e
il buon Eric, lo sposa mangia e tromba, però meno
del vecchio Paul. Insomma il suo blogghe da tutti
viene letto, ma và? Jesse! Parla delle ricette della
sfera di lardo e della loro realizzazione. Eric
mangia e non tromba: lei è troppo presa da il
computer, portatile. La vecchia e globosa maitresse
guadagna pacchi di dollaroni con il suo librone. Il
Paul imperterrito ed impassibile, abbassa le brache.
A parte l'otre pantagruelico, sono tutti
misteriosamente magri, nonostante gli intrugli
inseppati a più che si può. Si trattiene il pianto a
stento, ma l'orrore ci travolge doviziosamente.
Dvrebbe essere un film femminista, femministino.
Peccato che sia orrido. Spicca l'imperturbabile
Paul. E l'otre, rigonfio e sformato di Julia.
L'altra è una misera sfigata che fà finta di no.
Tacciamo di Chris. |
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| KITCHEN STOR Regia di Bent
Hamer, Norvegia-Svezia 2003
Con: Joachim Calmeyer, Thomas Nostrom, Reine
Brynolfsson.
Difficile da credere, ma la storia è basata su di
uno studio realmente effettuato negli anni '50.. Si
tratta di progettare mobili per una cucina
razionale, che faccia risparmiare passi alle
massaie. Non bisogna scordarsi però dei single. Da
qui incomincia il film. Decine di auto con rulotte
al traino, lasciano la Svezia per dirigersi in un
vicino paesello norvegese abitato da single.
L'indagine è sul campo: l'osservatore si piazzerà
sopra un trespolo per seguire ed annotare gli
spostamenti del proprietario della casa. Vietato
parlare e comunicare. Il nostro eroe, Fulke, si
installa sul suo alto seggiolone in casa di Jsak,
Annota tutto. Quello è sfuggente, non sta mai in
cucina e a sua volta si mette a spiare
l'osservatore. |
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Alla sera Fulke va nella sua rulotte,
finalmente solo. Piano piano, nonostante l'attenta
supervisione di un controllore, tra i due nasce un
po' di complicità che sfocia in aperta amicizia.
Ormai mangiano allegramente insieme e si divertono
come non mai gli era successo. Viene colto in
flagranza di sbornia che dorme profondamente nel
letto di Isak. Viene cacciato!. Ma quello, riportata
la rulotte in patria, ritorna dall'amico. Film
d'amicizia e solidarietà, pallosetto ma anche
divertente e ridanciano.
P.S. La prossima volta che andrete all'IKEA vi verrà
in mente questo film. Eh, così va il mondo. |
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RIUNIONE DI FAMIGLIA
Regia di Thomas Vinterberg, Danimarca 2007
con: Karen-Ilse Mynster, Paw Henniksen, Shanti Roney,
Klaus Pagh, Salvatore Mastruzzo, Said Milanpoue.
Il film è ambientato in una piccola città danese di
provincia. Grande evento in vista: la festa per il
750° anno dalla fondazione. Il clou della serata è
l'esibizione del celeberrimo tenore Karl Kristian
Schmidt, nativo del ridente borgo. La festa che si
prepara sarà grandiosa. E' stato chiamato un
famosissimo chef. Le vivande sono di scelta eccelsa,
il vino è insuperabile! Tutti partecipano a questa
realizzazione, compreso l'aiuto cuoco Sebastian.
Questi, dopo una vita tra l'incubo del suicidio del
padre ed una madre femminista e lesbica, vive ora un
amore travolgente! Nel corso della serata succede di
tutto, dalla farsa alla tragedia, e viceversa, senza
tregua! Il buon tenore, buonino, tra fobie e
atteggiamenti divistici, trova il tempo per trombare
la giovinetta di cui è innamorato Sebastian. |
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Questi decide di vendicarsi del
vecchio lubrico. Ma la mamma sua lo ferma: Non
farlo, egli padre a te è! Ma come? Non era bell'e
morto sotto al treno vent'anni fa? No, era solo
scappato e senza sapere che lei era incinta!
Stupore! Del figlio. Stupore del padre! Però poi
tutti si abbracciano e ... via! I giovini partono
insieme, come fece quello a suo tempo e il babbo gli
regala una valigia. Chissà cosa c'è dentro?
Il regista racconta di essere stato allevato in una
comune. Beh, la famiglia è ariosa come una camera a
gas, ma anche questa non scherza!!! |
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SOUL KITCHEN
di Fatih Akin
Interpreti: Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol
Unel, Anne Bederke, Pheline Roggan.
Germania, 2009.
La trama. Zinos, un greco naturalizzato tedesc0,
gestisce un localaccio ad Ambergo. Il posto è
frequentato principalmente da mangiacrauti e
tracannatori di birra. Ma il destino è in agguato.
Il famoso chef Shayn, licenziato dal ristorante di
stra lusso dove lavora, perché si rifiuta di
scaldare un gazpacho (Giustamente!) va a lavorare al
"SOUL KITCHEN". Ora non è più una bettola fetente, i
clienti cambiano, ed il successo arriva. Il fratello
di Zinos, Ilias, esce di galera e ci va a lavorare.
Cominciano i guai! Un losco agente immobiliare mette
gli occhi sul ristorante e la splendida morosa di
Zinos va a Singapore. |
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| Lui gli vuole correre dietro,
quella torna per la morte della nonna ed al funerale
Zinos scopre che la sua morosa ha un fidanzato
cinese! Lui dà di ribalta! Il fratello si gioca il
ristorante a carte col losco individuo e lo perde.
E' una tragedia! In più gli viene il colpo della
strega! Non ha la mutua, deve andare da un praticone
turco. Tutto crolla... I due fratelli hanno mille
risorse... Il ristorante viene pignorato ma loro
trovano i soldi per riscattarlo! Il loro sogno si
avvera! Bel frattempo sono successe mille avventure!
Vi divertirete tanto, tantone! Accorrete in massa!
Eh, il buon cibo fa miracoli! |
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SAPORI E DISSAPORI
Di SCOTT HICKS, USA 2007
Con Catherine Zeta-Jones, Aaron Eckkart, Abigail
Breslin, Patricia Clarkson, Bob Balaban.
La Catherine, nel film si chiama Kate, Kate Anderson,
è una chef. Ma non brava, bravissima! Perfezionista
per eccellenza, richiestissima per la sua suprema
arte culinaria. Ed è anche buona, per dire. Ed E’…
SINGLE!!!! Occomemai? Eh, troppo presa dal lavoro.
Ad esso da tutta se stessa ed anche di più. Ma un
bel giorno, anzi brutto, la sua sorella decede nel
corso di una gita automobilistica. Le sopravvive la
figlioletta Zoe di otto anni: la cuoca se ne dovrà
occupare. Stress, nottatacce, rapporti difficili. In
più al ristorante viene assunto un nuovo cuoco. Che
succederà? SI. Lui validissimo è, pure canta, fa
ridere la piccola stroncatrice. Ecc. |
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| Dimenticavo: ama la lirica, ma và?
Due più due…fanno tre. Aprono un ristorantino, dove trova impiego anche la piccola
Zoe. E la protezione minorile? Ma dai, è un film! Da
notare: entrambi i cuochi, entrambi single, entrambi
abitano appartamenti sterminati… |
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RICETTE D’AMORE
Di Sandra Nettelbeck, germania 2002
Con: Martina Gedeck, Sergio Castellito, Maxime
Foerste, Sibylle Canonica.
Marta è uno chef. Ma non qualsiasi: ella è la
migliore! Scrupolosa, attenta, precisa, creativa,
innovativa (nella tradizione, neh!), sorprendente,
talentuosa eccetera, eccetera. E’ buona, il che non
guasta. E’ SINGLE!! Eh, troppi impegni col lavoro,
il cuoco è mestiere impegnativo. Lei ha una sorella,
Christin. Muore subito ma le lascia la sua
figlioletta, Lina. Il recente lutto la deprime assai
e la cuoca pur sempre cuoca è. Ma il destino è in
agguato.
Arriva il nuovo cuoco. Canta le romanze, mangia la
pizza e fa gli spaghetti.Da dove viene? |
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| From Italy! Dissapori iniziali
ed incomprensioni. Poi lui, furbescamente va di
sponda. A Lina gli garba, è gentile, simpatico,
fanfarone e canta. Facciamola corta: mettono su un
ristorante e i due adulti dividono il letto. Chi
l’avrebbe mai detto? Tutti! |
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IL PROFUMO DEL MOSTO SELVATICO di
Alfonso Arrau, USA 1998
Con: Keanu Rives, Altana Sanchel-Gijon, Giancarlo
Giannini, Anthony Quinn, Freddy Rodriguez, Debra
Messing.
Il titolo originale, “A walk in the clouds” è la
traduzione del film di Blasetti, “Quattro passi tra
le nuvole” del 1942 a cui la sceneggiatura si
ispira. La trama. Un prode soldato americano torna
dal fronte, vittorioso ma sconvolta dalla guerra.
Ritorna dalla giovane moglie: di tutte le lettere
che le ha scritte niuna ne lesse! Occomemai? Eh,
facile non è, tempo non avere. Pace. Lui riprende il
suo lavoro di rappresentante di cioccolatini.
Durante il viaggio in treno per clienti cercar,
trova una bella giovine. Bella è! Diventano amici.
Ella ritorna dal padre, cattivissimo e ricchissimo,
con un segreto dentro di lei. |
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Che segreto sarà mai?
Ella porta in sé il segreto: un merdoso professore
suo insegnava l’arte della copula e non quella
dell’arte, tout court! Che dire al genitore. Lui si
commuove: dirà che la creatura è di egli, lui.
Arrivano alla Napa Valley, vigne dappertutto! Lui ci
ha un fucile e pure lo usa! Si incazza assai, si
sposarono senza nulla dire! Il nonnino traballa, l’Anthony,
è buono lui. Beh, bisogna accettar la cosa. Ma la
notte vien il freddo! Bisogna scaldar le viti già
gravide (di grappoli). Tutti bracieri accesi e tutte
le donne con alucce alle braccine il caldo inviano
alle fragili piante! Ah! Magia della scena:
angeliche figure sembran librarsi nel ciel, come
angiolini. E salvano il raccolto! Il patron è sempre
rabbiosamente imbufalito. Ma poi arriva la
vendemmia!!! Un bel gigante di tino, alto un metro
ma largo dieci. Tutte le donne, le gonne fatte su,
vi si gettan dentro: alè! Felicità, risate,
divertimento assicurato! Danzano e pigiano. Polke e
mazurke! Ah! Che scena! Il giovine però vuol tornare
dalla moglie, sennò bigamo è. E se ne va. La donna
piange la prematura vedovanza. Lui va a Nuova York,
bussa. Trambusto… La moglie ci ha un uomo dentro il
letto! “Ma come mogliettina mia, che tu fai?”. Dice
lui. Ella ha ottenuto il divorzio! Benone! Egli ora
è libero! Prontamente ritorna dalla ex vedova: egli
libero è! Lesto arriva. Il coglione imbestialito ora
è anche briaco. A pugni lo prende e gettargli
addosso una lampada ardente, lo vuole abbruciare! Ma
il giovane, agilmente, si abbassa. La lampada cade
nella vigna. Accipicchia! Il fuoco l’avvolge
calorosamente, tanto. Accorrete, accorrete! Le
fiamme divorano chilometri e chilometri di vigneto.
Nulla resta! Ma sulla tomba di un vegliardo deceduto
altri tempi, una pianta c’è ancora! Da qui rinascerà
la nuova vigna e la pace col suocero rincoglionito.
E il bimbo del turpe professore. Alè! Tutto bene,
benone! Come film è da vedere: la fissità del Reeves
è granitica, le alucce penose, l’incazzatissimo
Giannini è imbarazzante. Effetti speciali
agghiaccianti! Non vi pentirete!
P. S. Nel film del povero Blasetti, il Mario tornava
a casa e subito doveva scaldare in un pentolino
prebellico il lattuccio per i bimbini, la moglie
quasi lo strozza per la lunga assenza. Proprio come
succede a tutti: Noi.
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IL VENTO FA IL SUO GIRO
di Giorgio Diritti, Italia 2005
Con, Thierry Toscan, Alessandra
Agosti, Dario Anghilante, Givanni Foresti.La storia si svolge nelle valli
occitane del Piemonte e l’occitano è la lingua
parlata nel film. Dunque, Philippe, un ex insegnante
ed ora pastore, è in cerca di un posto dove
trasferire la sua attività, visto che hanno deciso
di costruire una centrale atomica, lassù nei
Pirenei, dove viveva. Nella sua ricerca capita a
Chersagno, paesino di montagna semi abbandonato. La
bellezza delle montagne attorno e della natura
incontaminata conquistano il pastore. Chiede una
casa, una stalla e dei pascoli. |
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Si riunisce il consiglio
comunale, ne discutono i capi famiglia. In effetti
il paesino ha bisogno di essere rivitalizzato, il paese è già in declino. Un
proprietario offre una casa, altri la stalla,
qualche mobile. Presto tutto è pronto per
l’arrivo del resto della famiglia, moglie e tre
figli, e delle capre. Con la primavera spunta
l’erbetta e si comincia a fare il formaggio. Da
subito diventa ricercatissimo, dai ristoranti, dai
commercianti, da semplici passanti. E’ subito un
successo: si rivitalizza il paese, arriva gente,
tutti contenti, contentini… Come succede, non tutto
va per il verso giusto. Vi ricordate le immacolate
valli svizzere della dolce Heidi? Le refrain della
canzoncina diceva:” Heidi, Heidi, le caprette ti
fanno ciao…”. Invece le caprette di Philippe fanno
la cacca in giro per il paese! Mangiano anche erba
del vicino, a cui del resto non frega nulla. La
comunità incomincia a chiudersi. Durante una
processione trovano una slitta da fieno che ostacola
il cammino: anatema! Incomincia una guerra
sotterranea, lettere anonime! Arriva, solerte la
ASL! Dopo tutte le analisi il verdetto è
inappellabile: tutto pulito ed incontaminato, non
come il fast food (vedi sotto). Ma com’è possibile che
quel tanghero riesca a fare formaggio così buono?
Insomma, questi non sono diversi, sono alieni!
L’unico che se ne accorge è il povero matto del
paese, che quando i pastori, ormai vinti ed
abbandonati, se ne vanno, “parte” anche lui Le
montagne immobili tutt’attorno chiudono gli spazi e
gli sguardi. Nella casa del pastore ormai
abbandonata, un giovane che non vuole andare a
lavorare in città, accende una stufa… Come dice il
proverbio :”Il vento fa il suo giro…”
Se volete vederlo dovete
comprare il DVD sul sito del film su internet, alla
multisala non lo danno!.
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FAST FOOD
NATION di Richard
Linklater USA 2006
Con: Patricia Arquette, Bruce
Willis, Ethan Hawke, Avril Lavigne.
La fabbrica “MICKEY’S”,
specializzata in fastfood, sta lanciando il prodotto
che sarà la punta di diamante di tutta la
produzione: il BIG ONE!, un paninazzo da far
impallidire il buon Poldo. Purtroppo, a rovinare la
solenne festività, arriva la notizia che in alcuni
campioni di carne usata per produrli vi è fissa
dimora di colonie di colibatteri, numerosi,
numerosoni! Si chiama l’inventore del prodigio
alimentare che subito chiede di cosa trattasi? Il
capo sospira e serafico rivela: “MERDA!”. Bisogna
correre ai ripari e di corsa, corsona! Egli parte.
Lo stabilimento è nei pressi del confine con il
Messico. Occomemai? Facile! Quelli che ivi lavorano
sono tutti messicani, clandestini, disgraziati,
affamati, vilipesi ed in più, senza permesso di
soggiorno! Tutto il giorno lavorano: macellano,
segano, sventrano, dilaniano, spezzano, tritano… |
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Veloci, velocioni, il tempo è
dollarone e non c’è il tempo per pulire le viscere
di queste migliaia di bestie che transitano nei
nastri trasportatori. In tutto questo merdaio, in
senso tecnico, non per dire, qualche pezzo di
messicano ci va pure isso, a gratisse! Tutti veloci,
tanta carne, tanti hamburger, tanta felicità por
todos. L’ispettore capo, indignato, manda a chiamare
il capo fabbrica. E chi è il capo fabbrica? E’ BRUCE
WILLIS. Isso s’incazza assai!! Come una bestia!!!
Quasi gli va di traverso il BIGONE! E gli dice: noi
siamo il sogno americano, diamo cibo ginuino a
milioni di individui e lavoro anche, macelliamo
hogni hosa, quervo mundo e quervo tambièn tigo! E
che, se accadesse accidentalmente uno scontro tra
autoveiculos, bisognasse chiudere le fabbriche de
los automobiles? Egli ha ragione, è giusto. BRUCE,
che nel film DIE HARD 186, al confronto, sembra un
seminarista certosino, (vedi),
è stato convincente assai. Anzi con grande
magnanimità e generosità gli offre i rimasugli del
SUO panino ed ammonisce con serenità e pacatezza, di
solito a lui inusuali, l’ispettorino: chissà, anche
le sue feci potrebbero, un dì, colonizzare un
qualche bel paninone!
Andatelo a vedere, noleggiate
il DVD e andate a guardarlo a casa di un vostro
amico, amichino, almeno non vomiterete sul vostro,
di tappeto!
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UN TOCCO DI
ZENZERO
Regia di Tassos Boulmetis,
Grecia-Turchia 2003
Con: Georges Corraface, Fanis,
Tassos Bandis,il nonno. E Basak Koklukaya, Ieroklis
Michaelidis..
Il titolo originale è :”Politik
Kouzina”, che meglio rende l’idea di quello che
stiamo per vedere. Il film si apre con una vista
straordinaria della città di Istambul. Siamo nei
primi anni del secondo dopoguerra, La comunità greca
è ancora integrata in quella turca. Il protagonista
è un bambino, Fanis, di una famiglia greca il cui
nonno, Vassilis, passa la giornata nella sua bottega
di spezie. Oltre che ad istruire il nipotino
sull’uso di queste misteriose polveri, profumate e
colorate, lo istruisce sul cielo e la terra, sulle
stelle e sul fuoco. Lo partecipa al grande gioco
della vita che ha la sua essenza nel binomio
astronomia e gastronomia. |
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Ed in queste due materie eccellerà
il Prof. Fanis. Dopo la cacciata dei greci dalla
Turchia, l’amore per la cucina porterà il giovane a
raggiungere eccelsi livelli qualitativi, tanto da
usare le sue doti per sedurre o respingere, a suo
piacimento, i suoi amici da chi gli è antipatico.
Oramai docente affermato, decide un viaggio ad
Istambul per un ultimo saluto all’ormai anziano
nonno e, magari, rivedere Saime, sua fiamma del
cuore ai tempi dorati dell’infanzia. Il nonno,
vecchio e malato, morirà tra le sue braccia. La
piccola Saime non lo ha mai dimenticato, sempre nel
suo cuore gli ha riservato un posto particolare.
Forse se gli facesse un po’ di quelle polpettine…La
vita, però, è come gli astri: segue il suo corso e
non si può alterare Alla sezione “cucina” la ricetta
delle polpette di Fanis, le KEFTEDES. Film
gradevole, on po’ pasticciato, per l’appunto Sembra
perdere il filo ogni tanto, come tutti, poi lo
riprende ma non sempre: ci vuol estro in cucina! |
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| IL GRANDE
SILENZIO |
| di Philip Groning
Germania 2006, durata 16 ore. |
Con: Monaci.
A questo regista tedesco è venuta un’idea: perché
non fare un film sulla GRANDE CHARTREUSE
De Grenoble. Ne parla con il priore. Questi gli
dice: Sì, si può fare, torni tra una decina d’anni,
giorno più, giorno meno. Dopo quasi vent’anni, il
telefono dell’ormai anziano artista, squilla
imperiosamente. Con un sobbalzo che quasi lo uccide,
trepidante sussurra: Hallo? Risponde una voce
profonda: Chi è me? Profi dire! Non ist moglich…! E’
il GroB Vater! ( nei sottotitoli: el xe el
fratacchione). Herr, dice: OKKEI, famo o filmon! Ma:
1) Nein musik
2) Nein kunstlicht lux
3) Nein nisciuno tranne isso
4) Nein Kommenten
5) Nein Frauen
6) Nein tuto el resto |
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Il sogno di una vita si avvera: per quattro mesi,
corrispondenti alle quattro stagioni, il registra
vivrà in una cella, proprio come un monaco, per
quattro mesi, però. Il titolo sottolinea una delle
regole dell’Ordine: il silenzio. Eppoi la preghiera,
ognuno nella sua celletta dove non manca nulla,
oppure, a seconda dei punti di vista, tutto. Hanno
caprette, ben tollerate dalla popolazione (vedi),
assai lontana dal convento. Hanno mucche, e tanti
orti. Si fanno il pane, grandi
minestroni, qualche pesce dei ruscelli. Il vino,non
ho scoperto se lo fanno da sé o glielo danno: per la
Messa è obbligatorio! Oggi ki toka fare Messa? Io,
io, io, io, io…non spingete! Birikini, io sgherzo!
Ogni ha suo turno: comincia da me medesimo! I
contatti con l’esterno sono ridotti al minimo. Solo
la preghiera e la meditazione accompagnano i
Padri. Nei giorni di festa mangiano assieme e poi
fanno una passeggiata. Quando c’è la neve fanno una
specie di sci: ruzzolare sulla neve, ma non vedono
l’ora di rientrare. Il film è lunghissimo e segue
pedissequamente i tempi della comunità. Poco alla
volta questi ritmi si interiorizzano, sembra non
solo normale ma anche auspicabile il rallentamento
dei nostri ritmi. Che nulla aggiungono a ciò di cui
abbiamo bisogno: un briciolo di spiritualità.
Le vent se leve…
Il faut tenter de vivre!
Così diceva il grande poeta. Il vento soffia da
centinaia di anni tra questi corridoi e tra queste
finestre. Immutabile lo spirito che qui aleggia. E
che così bene ci è dato di sentire. Per un momento
siamo certosini, fianco a fianco. E’ proprio così!
Non dimenticherete facilmente la Grande Chartreuse.
Ricordatevela. |
“Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento forte e gagliardo, tale da
scuotere le montagne e spaccare le pietre, ma il Signore non era nel vento. Dopo
il vento ci fu un terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non
era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di una brezza leggera…”
I° Libro dei Re. 19, 11-13
Solo in
perfetto silenzio si incomincia ad ascoltare e a
vedere ed il linguaggio scompare… |
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BAD TASTE Regia di Peter Jackson, New
Zealand 19867
Capolavoro assoluto!
Inchiniamoci con ammirazione e stupore, incantati da
questa pura espressione d’ARTE! Vette
irraggiungibili e mai fino ad ora raggiunte da
qualsiasi cineasta, vivente e/ deceduto! Pensate che
la realizzazione di questo immortale e immaginifico
e straordinario “ESSAI” ha richiesto ben 4 (QUATTRO)
anni di lavorazione durissima ed indefessa. Beh solo
di sabato e qualche domenica e non sempre. Sapete
bene come sono gli amici: si prendono gli impegni
(si, d’accordo…) e poi spariscono, alcuni per
sempre! La storia raccontata, via via che venivano
fatte le riprese, proseguiva seguendo l’ispirazione
artistica del momento. Rigorosissima invece la
trama. La terra ha subito un’invasione di alieni!
Nessuno se ne è accorto. Infatti essi sono subdoli:
si sostituiscono agli umani prendendone le fattezze
precisi uguali. |
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Hanno cominciano da un
paesello… e già umani non più vi son! Tutti extraterrestri! Occomemai questo
criminoso comportamento? Essi vogliono fare la
concorrenza a McDonald! Ma su scala galattica! Gli
hamburger di umano ottimi sono, meglio di tutti! E
così tutti inscatolati con cura, finiranno nei
fast-food di tutto il creato! Quattrini! Che culo!
(per gli avidi alieni!). Ma come il vento, anche la
fortuna cambia! 4 giovini e baldi amici, armati fino
ai denti, affrontano di petto la grave minaccia che
incombe sul pianeta Terra! E bim! E bum! E tri-trac!
Le strade del borgo sono tosto lastricate di
cervella, trippe, polmoni alieniche! Facile
scivolarvi! Oramai il nemico è debellato e
frastagliato Il perfido capo extracomunitario riesce
però a partire con la casa, in realtà una perfetta
astronave abilmente occultata. La preziosa merce
abbonda assai! Presto tutti nell’universo intero
potranno assaggiare l’umano popolo! Ma… Che succede?
Ma c’è un clandestino a bordo, privo del regolare
permesso! Ah! E’ un giovine terricolo e ci ha una
moto sega!!! Good bye merdosone di marziano! Il
garzone del di lui corpo si riveste e a tutta
velocità al pianeta madre si fionda: l’aspettano gli
straordinari! Viva Jackson Peter, immenso regista
che non lesina gli effetti speciali: Frattaglie e
sangue, ossa e pezzi difficilmente riconoscibili,
anche da un anatomopatologo della TV!
Il suo secondo film, meno
bello, ha avuto più successo: Il Signore Degli
Anelli.
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FESTEN Regia di Thomas
Winterberg, Danimarca 1998.Con: Ulrich Thomsen
(Christian)
Henning Moritzer (Il Padre)
Birthe Meumann (La madre)Thomas Bolarsen (Michael)
Premio speciale della Giuria del Festival di Cannes
Una attesa festa di famiglia diventa una orrida
carneficina morale nell’assoluto vuoto che circonda
i personaggi. C’è da dire che il regista aderisce al
gruppo “DOGMA 95”. Gruppo fondato da Lars von Trier
che impegna i registi a non usare la colonna sonora,
la scenografia, le luci e la macchina da presa
tenuta in mano. Queste regole ferree esaltano la
teatralità della vicenda e la dimensione grottesca e
ripetitiva delle azioni. Sono tutti riuniti, figli,
cognati zii e zie nell’avita dimora di famiglia per
festeggiare i sessantenni del ricco patriarca Helge
Klingenfeld-Hansen.
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Praticamente tutto il film si svolge
nella grande sala da pranzo. Grandi vini di Bordeaux
vengono versali con cautela nei bicchieri ed arriva
un potage, forse al pomodoro forse all’ostrica:
tutto fè. I figli sarebbero quattro ma la piccola, gemella
di Christian, si è suicidata da pochi giorni. E
proprio al gemello sopravissuto viene chiesto di
fare il primo brindisi. Una cosetta da nulla…
Semplicemente ricorda al genitore di quando si
chiudeva nello studio con i gemellini per
violentarli in santa pace. Lieve imbarazzo, Si continua
con il daino ai mirtilli. Il vino scorre a
fiumi. Ting ting ting! Altro brindisi, questa volta
alla mamma che tutto aveva visto. Il vecchio è
impassibile come pure gli ospiti. Riprendono
tranquilli a mangiare e bere, La moglie sorride, la
festa continua. Non c’è traccia di imbarazzo o
commozione. Anzi fanno pure il trenino in giro per
la casa. Poi tornano, garruli, al loro desco
agognato. Ting ting ting, altro brindisi. Questa
volta è la figlia che deve leggere un biglietto
scritto dalla giovane suicida e testè ritrovato.
Dice che il ricordo del padre che la violenta non
l’ha mai abbandonata ed ora non ce la fa più. Beh, è
il momento di passare all’acquavite, per tenersi un
po’ su. La festa continua, si strimpella un
pianoforte, si ride, si chiacchiera. All’alba tutti
a nanna, all’indomani li aspetta la colazione, e poi
ognuno a casa sua… AUGURI! |
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| COME L’ACQUA PER IL CIOCCOLATO Regia di
ALFONSO ARAU, Messico1992
Con Lumi Cavazis (Tita)
Marco Leonardi (Pedro)Regine
Tomei (Donna Elena)Pilar Aranda (Chencha)Mario Ivan
Martinez (Dr. John Brown) Personaggi, colori e
sapori, sensazioni e sentimenti. Poesia e
dramma. Amore, passione e desiderio. Siamo in
Messico all’inizio del novecento durante la
rivoluzione di Pancho Villa. In un “rancho” isolato
la vita di sole donne procede tra tradizioni,
femminilità e soprattutto cucina. |
Lumi Cavazis |
La vecchia e saggia Chencha
istruisce la giovane Tita all’arte della cucina:
sapori, odori, profumi. Sarà questa cucina che seguirà Tita per tutta la vita intrecciandosi con gli
avvenimenti famigliari e le passioni erotiche. Pedro si innamora di Tita,
l’ultimogenita e per questo destinata alla
condizione di zitella per meglio accudire la madre
al momento del bisogno. Pur di restarle vicino,
decide di sposarne la sorella: saranno così sempre
vicini. Tita preparerà per l’amato ogni
genere di specialità che parleranno dell’amore che la possiede. Il dialogo
amoroso, impedito dalla madre, troverà compimento e consolazione nella
preparazione di manicaretti stupefacenti che ora tutti riconoscono per quello
che sono: un inno all’amore! Quando Pedro le regala un mazzo di rose, Tita le
usa per preparare la salsa per le quaglie, altra ricetta miracolosa tratta
dall’antico libro di Chencha. Assaporandole ognuno prova il prodigio d’amore,
chi con terrore, la sorella, chi con rabbia, la
madre, chi con infinito desiderio, Pedro. Le
giornate si susseguono, il tempo passa, con tramonti
di fuoco e guerriglia endemica. Tita continuerà la sua missione, seminare amore. Ed
ora tocca al dottore, sempre presente per i bambini e la moglie di Pedro,
avanzare la sua proposta. E matrimonio sarà anche per Tita. Il destino in
agguato sorride: Tita e Pedro avranno la loro notte d’amore! Di breve durata:
lui al culmine del piacere lascerà la vita. L’incendio d’amore si porterà con sé
anche Tita. A noi, già innamorati dell’angelo della cucina, non resta che
profonda malinconia. Al terribile incendio che tutto distrugge si salva un solo
oggetto: il vecchio libro di ricette dell’india Chencha! Per fortuna! Un segno
inequivocabile per noi: sediamoci al desco in convivialità e allegria! |
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| FOCACCIA BLUES Di NICO CIRASOLA, Puglia 2009-07-13
Con Dante Marmone, Luca Cirasola e Tiziana Schiavarelli. Con la partecipazione
di L. Banfi e R. Arbore Film d’amore! Amore tra Dante e Tiziana, amore per la focaccia, per la Puglia,
per Altamura, per l’umanità. Per i prodotti della terra, per la tradizione del
buon mangiare, per i lavori artigianali. Insomma amore per l’uomo, artefice della
sua storia. La trama, beh, la tramina: Dante vende ortaggi che compra in
campagna. Tiziana li compera. Tutto buono, in ispece la focaccia. Ma, un brutto
giorno, arriva il DEMONIO! E’ il Mc Donald che apre una sala da 550 metri
quadri! Hamburger, patatine, gelati, feste, aria condizionata a gratis! Ci vanno
tutti, i giovani per il panino, le famiglie per le feste ed i vecchierelli per
il fresco. L’Ammerica dinto ‘o paisiello! La storia ha un lieto fine: arriva di
Gesù Luca che apre una panetteria nella stessa piazza, |
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vende focacce a tonnellate! Per il
ciclope d’oltreoceano è la fine! Deve chiudere: basta panini, basta
tutto! La concorrenza spietata del panaro è devastante! Ammainate le vele,
yanki go home! Alleluia! Nel film sono intervistati alcuni sopravvissuti
artigiani altamuresi: il barbiere, il sellaio, il ciabattino, il fabbro. Tutti
allegri, beh, allegrini. Nel film documentario, appaiono, brevemente due titani
della risata, Lino Banfi e Renzo Arbore, pugliesi entrambi. Insomma, mangiate
sano, mangiate i prodotti della terra ma che siano genuini! Buon divertimento e
buon appetito! Alla sezione cucina la ricetta della mitica focaccia.
P:S:Alcune malelingue hanno messo in giro delle
voci, voci discordanti. Si tratterebbe di una
bufala, niente vero! Sempre esistette la focaccia,
ma la mozzarella non ci va! E bravi altamuresi,
mangiate dal panaro al calduccio!
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LA CENA
Regia di Ettore Scola 1998
Con:Fanny Ardant, Vittorio
Gassman, Giancarlo Giannini, Stefania Sandrelli, Eros
Pagni, Daniela Poggi, Riccardo Garrone.
Da Otello alla Concordia, via
della Croce 81, 00181 Roma (RM), Lazio, Italia. Che
centra? Ma alla grande: questo ristorante trattoria,
nel cuore de Roma, tanto piaceva a vippe di TE-VE e
di cinema. In primis a Fellini Federico. Se magna de
tuto ma la specialità sono gli spaghetti alla
Otello, ricetta segretissima!. Una sera Scola Ettore
vi andò e folgorato vi fu! Ce faccio nu film,
paro,paro. Così fu. Però bisognava cambiare er nome
alla bettola! Penza e ripenza… Eccoci: Arturo al
Portico. Il più era fatto. Tutti attori, attoroni!
Gassman V., e Giannini G. Dunque, tutti seduti per
mangiare. Ma semo omani e ce va anche di far
conoscenze… Giannini fa er Prof de filosofia
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(ma va?) e ci ha l’allieva, anni 50 in meno, che lui
tromba quando può. Poi c’è una bonazza che si porta
4 (quattro) morosi, gli garbano!
Una donna in carriera, eh, ci ha l’agenda, ne
approfitta per strizzare i zebulon a un vicino di
tavola che si deve sposare. Poi c’è uno che fa di
essere cretino, mangia riso in brodo ed invita un
mago al suo tavolo. C’è il poeta (?) Gassman, mangia frittatina
di verdure e pontifica a più non posso. Una mamma
scopre che la figlia, anche, si vuole sposare,ma con
Domeniddio! Finalmente uno mangia cervello fritto:
il figlio è tossico ma tanto, tanto simpatico. Un
gruppazzo si telefona di nascosto, vogliono trombar
pur iss ma con la moglie dell’altro.5 vecchierelle,
una ha un giovanotto che le fa la corte (!),
un’altra ci ha un tumore, parina. Due attori,
attoroni discutono di un testo:uno deve stare muto
tutto il tempo e l’altro no. Che cena ragazzi! Ora
arriva una scolaresca, è un compleanno! Tuti aleghar!
E subito simpatici lanci de pagnottelle: Ah; Ah, Ah.
Non mancano , obiouvsly, i giapponesi con macchina
fotografica, mangiano la carbonare. La moglie del
paron ci ha lo spasimante che all’aeroporto
l’aspetta! Non se ne può più! Durata ore 2 e minuti
6 (!). Tempo reale. Ahimè! Provate ad andare da Gino
al Sottoscala…magari nun se tromba ma un paninazzo
se remedia! |
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STORIE DI ORDINARIA FOLLIA Regia di Marco Ferreri Con: Ben Gazzara,
Ornella Muti, Susan Tyrrell, Tanya Lopeat, Roy
Brocksmith, Katia Bergher. Francia-Italia 1981.
Un ragioniere, tale Charles Serking,
dovrebbe essere l’alter ego di Bukowski. Quindi
beve, per dire. Qualche volta vino o uischi o birra.
Quando cammina barcolla in qui e/o in là. Ni un barre conosce Cass, la puttana più bella della
città. Sarà che si mette con lui? Ebbene sì, lo
scrive lui il film .Sicchè! Lei gli getta i bracci a
i collo (è la povera Ornella Muti, oggi giustamente
dimenticata). Vanno ni il appartamento di egli. Lei
è NINFOMANE!!! Almeno col azzimato ragioniere. Ne consegue
amplessi, penosi, gli bacia una mela, mio Dio!!!!!
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Lui scrive anche poesie: va a una lettura di poesie
in pubblico, ma successo non ha. Ma in agguato…
trova una ragazzina nel suo camerino… è notte
d’amore! Poi va da Cass e tromba, mi viene da
piangere. Qualche volta batte i tasti di una
macchina da scrivere ma straccia i fogli.. Va al
mare con la morosa, i gabbiani, la sabbia, i acqua.
Si beve una birretta e barcolla. Arriva una lettera
di editore: Te tu è un genio! Vieni tosto da noantri,
quattrini a sfare!! Le sue poesie sono ottime!! Diventa famoso!!!
Guattrini!! Lui beve una birretta e barcolla..Ma
egli è per la libertà! Nol pol scriver a komando! Si
rimette la giacchetta e al paesello torna..
Barcolla(?). Cass è deceduta, egli tra i rifiuti cerca birrette:
punte. Poi va al mare, gabbiani, sabbia, liquido
acquatico,….. trova una giovane, BELLISSIMA!! Che
vuole trombare! Occomemai a me non succede mai! Ma a
egli SI’.Allora bisogna che lo scrivi da me un
filmettino: Un giorno camminavo per la strada ed ho
trovato una giovane ignuda che diceva mi trombi…please?
Eccomennò? Gabbiani a sfare e birette, acqua e
terreno. Mi no ghe credo! Per tutti coloro che cercano l’anima gemella,
gemellina, consiglio: 1) Giacchetta d’ordinanza 2) Qualche birretta 3)
Perenne barcollio 4) Imparare a memoria qualche poesia 5) Pettinarsi
spesso 6) Parlare poco 7) Fumare sigari balordi 8) Scrivere stronzate
che registi rincoglioniti ne faranno film 9) Il film è orrido 10)
Ornella Muti sembra un saccone 11) M. Ferreri è tornato alla casa di il
Padre di lui: 12) Porco mond 13) Ben Gazzarro, ma che male gli
facimmo?. |
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PRANZO DI FERRAGOSTO Regia di Gianni Di Gregorio. Italia 2008
Con Valeria De Francisci, Marina Cacciotti, Maria Calì, Grazia Cesarini Sforza, Alfonso Santagata,
Luigi Marchetti, Maecello Ottolenghi, Petru
Rosu, Gianni Di Gregorio.
A Ferragosto fa caldo calduccio.
Anche a Roma dove vive Gianni con l’anziana madre. Pieno di
debiti e nullafacente campicchia con la pensione di mammà. |
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Vino bianco, sempre, lo sorregge
nell’incombenza della vita. La madre è autosufficiente ma
bisognosa di attenzioni e cure per riempire i suoi giorni.
Accudirla per Gianni oltrechè necessità è anche scopo: un buon
equilibrio. Si sa, a Ferragosto la città si spopola: il caldo e
l’afa, chi va al mare e chi va in montagna. Anche
l’amministratore del palazzo dove abita Gianni al mare ci vuole
andare e non da solo ma in buona compagnia. No, non dell’
anziana madre, che invero vuole affibbiare a Gianni! Gli
abbuonerà tutti i debiti! E’ dura, ma se po’ fà. Le vecchie però
son due, ecco svelato l’arcano! Pazienza! Altra vecchia in
arrivo, è la mamma del suo medico curante. Tutti al mare, tranne
le mamme (anziane). E fa quattro.
Gianni si organizza. Cibo e cassa di vino (bianco). Beh, qualche
pensiero glielo danno, le vecchie. Una fugge di casa, un’altra a
dieta strettissima, trafuga una teglia di pasticcio e se la
mangia e fanculo le pasticche! Che fare? Stare attorno ad una
tavola imbandita! C’è anche il pesce, pescato nel Tevere! E il
vino! (bianco). Si divertono.
Tanto. Non vogliono andar più via! Vogliono continuare a stare
insieme!
Mangiare, dormire, chiacchierare, ballare, ridere e scherzare!
Qualche euri facilita la convivenza e le scomodità! Gianni pure
si diverte e in più anche un lavoro è per lui, finalmente!
Le attrici sono tutte esordienti e sono tutte strepitose, le risate fioccano. Il
racconto scorre lieve, sottolineando un problema che tutti
tocca. Non si vuole risolvere la questione degli anziani ma
raccontare una storia. Tenera, rispettosa, sorridente ed un po’
lunatica.. Forse il vino bianco non risolve il problema ma dà un
aiutino. Andateci al cinema: non è facile vedere un film che con
lievità tocca temi così urgenti, rifletteteci… E beviamo una
bottiglia di vino. Bianco. Per noi un Tocai, anzi un Bianco
Friulano, come bisogna chiamarlo adesso! Prosit Pronobis! |
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BIG NIGHT
Regia di Stanley Tucci e Campbell Scott, USA 1996
Sceneggiatura di Stanley Tucci e Joseph Tropiano Con: Stanley Tucci,
Campbell Scott, Tony Shalhoub, Isabella Rossellini,
Ian Holm e Minnie Driver. Vincitore del premio come migliore sceneggiatura al
Sundance Film Festival.
Siamo negli anni 50. Due fratelli, nella versione
italiana, abruzzesi, hanno un ristorante, il
PARADISE, in riva all’
oceano. Modesto ma ben tenuto. Ai fornelli Primo
Pilaggi, chef di qualità ampiamente riconosciuta. In
sala Secondo Pilaggi, bello, sicuro di sé ed
ambizioso. Il ristorante è però tristemente e
costantemente vuoto. I clienti vorrebbero polpette e
spaghetti, ma Primo è inflessibile e pretende di
fare come vuole lui. Secondo lo prega, lo
scongiura di accontentare i clienti: Primo
minaccia di tornarsene in Italia. La banca
non presta più niente. |
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Prova a rivolgersi a Pascal, italiano anche
lui e anche lui proprietario di ristorante, sempre
piene! Soldi non gli dà ma gli dà un’idea: fare una
serata col famoso cantante Luis Prima. Clienti mille
accorreranno! Ottimo! La cena viene
organizzata e il prode Primo si scatena.
Vengono invitati amici e no, cani e
porci. La tavola sembra una di P.P.
Rubens! Si incomincia con il timballo di
maccheroni (vedi cucina), poi il risotto
tricolore. Segue la zuppa eppoi il pesce eppoi nu purceddu! Per tutti è la
cena migliore della vita, così solitamente così
avara in soddisfazioni. Si canta, si balla, ci si
bacia ma del noto cantante neppure l’ombra! Colpa
dell’infido Pascal! Ha fatto finta di invitare il
cantante, vuole far fallire I° e II° per assumerli
lui per un tozzo di pane. Si difende così: è buissiness e fanculo il PARADISE! A questo
punto: Pascal va via con Gabriella, che aveva
baciato II° visti da Phyllis, sua morosa. Questa corre e si butta in mare. E’ più un gioco. Ma
arriva I°, punto gioco: lotta furibonda. Gli amici assistono
meditabondi. Ammerrica! La vita di tutti ha subito
un trauma. Al mattino seguente i due Palaggi si
mangiano una frittata amorevolmente preparata da II°.
Sai che? Siamo noi importanti! Qui si chiude il film, tenero, appassionato e
travolgente. Vera protagonista la tavola che per un
momento ha cambiato la vita di tutti. Forse
ripartirà l’avventura, nuovi amori, nuove idee e
sentimenti a sfare! Il film è stato paragonato al
“Pranzo di Babette”, ma là eravamo nel profondo
nord, qui è l’Ammerrica carimieiamici! Film
imperdibile, recitazione splendida, fotografia
superlativa. Riflettiamoci con le nostre
bottiglie,,, di Montepulciano d’Abruzzo! Un brindisi
al bello e abbronzato Obama, chissà forse I° e II° riusciranno ad aprire una tavola calda! Prosit
Pronobis! |
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BARFLY Regia di Barbet Schoeder, USA
1987 Con Mickey Rourke e Faye Dunaway
Sceneggiatura di Charles Bukowski
La storia è molto semplice: un
alcolizzato, Henry Chinaski, vive in un bar, da cui
il titolo del film. E’ sempre brihao e spesso si
dà alla scazzottatura con il barista, invece di
essergli grato per le libagioni. Ma si sa, è un vero
macho. A tempo perso scrive racconti, storie di
alcol e donne: l’inspirazione non gli manca.Infatti
incontra, al bar, una bellissima donna, Wanda Wilcox.
E’ amore alla prima bottiglia di liquore, anche lei
è etilista all’ultimo stadio. I due vanno a vivere
insieme nell’appartamento di lei. Grandi bevute!!
Colpo di scena! Arriva un’editrice che gli vuole
pubblicare i suoi racconti.
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Secondo voi com’è?
Vecchia ed arcigna? NOOOO! È giovanissima,
bellissima e ricchissima!Lo porta a casa sua, lusso
sfrenato! Grandi bevute e folle amore. Ma lui vuole
tornare al suo barrettino pieno di vecchi vomitosi,
il lusso non si addice al suo sudiciume. Qui ritrova
la Wanda. Arriva anche l’editora! Rissa spietata tra
le due donne: in palio c’è Henry, se vi par poco!
Vince la Wanda! Già che ci siamo anche Henry fa a
botte con il barista|Beh, è il film più triste che
io abbia mai visto. Forse questa sera mi berrò una
camomilla| |
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| PER INCANTO O PER DELIZIA Titolo originale PIMENTS, SEXE ET SAMBA.
Con Penelope Cruz e Murilo Benicio
Regia di Fina Torres USA 1999.
Una bella ragazza,
Isabella, è una cuoca straordinaria. Occomemai?
Perchè cucina usando il cuore e l'amore e tutti
conquista. Così anche Toninho, accecato
dall'amore, la vuole sposare tutti modi. E' così
sarà. Non male avere una cuoca così nel proprio
ristorante e a gratis. Siamo in Brasile, paese
di seduzioni e sapori. Un bel giorno, per dire,
la cuoca trova il marito che cucina a dovere una
bella mora! Dramma! Lei non ne vuol più sapere
di lei: parte per l'America a cercar fortuna...
La trova! Diventa la conduttrice di una
trasmissione televisiva di cucina. Grande
successo! Folle seguono le sue trasmissioni.
Ritrova anche un suo vecchio amico nel frattempo
diventato Monica. |
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L'ex marito non demorde, il
suo ristorante va male e la rivuole indietro,
anzi, dietro la cucina del ristorante.
Eccosì
sarà: si sa come sono le donne...!
La cosa migliore del
film è il concetto dell'amore in cucina, cosa di
cui non parla mai nessuno. E che gliene frega.
In onore del Brasile
ci beviamo una CAIPIRINA, lime a spicchi,
zucchero di canna, ghiaccio e NEGA FULO',
AGUARDENTE DE CANA, a iosa. Prosit Pronobis!
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UN'OTTIMA ANNATA ( A good year) USA 2005 |
Con: Russel Crowe, Marion Cotillard, Albert Finney, Valeria
Bruni Tedeschi
Regia di Ridley Scott.

Il film è tratto dal libro di Peter Mayle, A good year, scritto
su richiesta di Ridley Scott. P. M., americano, vive amabilmente
, nel sud della Francia. Altri suoi libri: Un anno in Provenza e
Lezioni di francese. Ma và?
Ma veniamo alla storia. Max Skinner è una merda umana:
speculatore senza scrupoli nella City, non arretra davanti a
nulla pur di far soldi. Ma il troppo è troppo: viene
licenziato! Il Ma il cielo è tenero con gli squali: gli arriva la
notizia che un suo zio è passato a miglior vita: eredita una
tenuta nelle colline del Luberon, nel villaggio di Saint-Pons
(Ancora Provenza, ma và?). Qui passava le vacanze da piccireddu.
Va a vedere deciso a vendere ogni hosa. Arriva una giovane
avvenente assai che reclama la proprietà. Sarà amore e
pentimento. Diventerà buonissimo. Il suo vino sarà ottimo. E
quant'altro.
Film incredibile: bisogna vederlo per forza per rendersi conto
in quale abisso cloacale si è ridotto il povero Ridley. Auguri a
chi accetterà il mio consiglio! Poveretti, anzi, parini! |
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SUPER SIZE ME
Sottotitolo: un Film di Epiche
Porzioni. Regia e sceneggiatura di Morgan Spurlock.
Candidato all'Oscar 2005. Vincitore del Sundance Festival |
Stephen King ha bisogno di alieni,
fantasmi, zombie, streghe, impossessati per farci inorridire.
Il buon Morgan ci congela la schiena con il suo
documentario-verità, un pò alla volta, come da tradizione.
Gli USA,il più grande impero di tutti i tempi, ha deciso di
suicidarsi! Ohibò!, e come? Con i panini. Beh, non proprio,
con paninazzi. Il peso, fisico, degli abitanti
USA, non ha eguali sul pianeta: l' obesità è una strisciante
epidemia.
Morgan vuol capire il perchè ed il
come. Decide di mettersi a dieta: per 30 giorni: colazione,
pranzo e cena al Mac Donald. Vari specialisti certificano il
suo ottimo stato di salute. Parte l'esperimento. Già al nono
giorno è provato: stanco ed affaticato. Sta bene solo quando
mangia il solito SUPER SIZE con 2 litri di coca-cola. Gira
in diversi stati dell'Unione. Ci sono parchi giochi per
bambini. Le feste di compleanno e cartoni animati che
raccontano le avventure del pupazzo MAC. Come negli anni 60
i dolcetti per bambini avevano la forma di sigarette per
avvicinarli al fumo da adulti, così questi bambini avranno
conforto mangiando in un fast food: è l'imprinting bellezza!
Si sottopone a nuovi controlli sanitari: gli specialisti
l'implorano: NON FARLO1 Il fegato è a pezzi, sale la
pressione ed il peso. Al trentesimo giorno il fegato è in steatosi, la glicemia alle stelle, tutti i valori alterati.
Ha ingurgitato mezzo chilo di zucchero al giorno. L'orrore
continua. Conosciamo un signore che abitualmente beve 4
boccioni al giorno, da 2 litri, di bevande frizzanti.
Improvvisamente diventa cieco: ha valori glicemici
iperuranici. Viene sottoposto all'amputazione di un tratto di
stomaco. Ora assistiamo all'intervento: in laparatomia,
grazie ad una telecamera inserita nel ventre
abominevole, vediamo delle specie di tentacoli di piovra in
azione. Con questi lo scorticano, lo tagliuzzano, lo
sventrano! Buon vecchio Stephen King i tuoi
racconti, al confronto, sono libretti di devozione per
aspiranti catecumeni. Fortunatamente il lieto fine
arriva. Morgan, accudito dalla moglie, Vegan, in qualche
mese si riprende. Grazie a questo film di
denuncia, è stato tolto dalla produzione Mac Donald il SUPER
SIZE: e non è poco.
La comunicazione funziona.
Dimenticavo: i più obesi sono i poveri, i neri e gli
ispanici...
P.S. Alla sezione "cucina"
una ricetta da sballo: i Chicken McNugget! Provare per
credere! Poe al confronto è un Andersen ridotto per anziane
ricoverate in un istituto per sordomuti (udenti con
superfluo uso di udenza con associazione di parlanti con
apparato buccale riottoso).
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FACTOTUM
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Bent Hamer, USA e Norvegia 2005. Con Matt Dillon.
Film costruito a
partire dai racconti di Bukowski. Henry "Hank" Chinaski è
l'alter ego del vecchio Buk. Infaticabile bevitore, attraversa
la vita con sprezzo del pericolo grazie ad una potente dose di
ironia. Colossali sbronze in eterna ricerca di un lavoro da cui
prontamente sarà allontanato con impressionante rapidità. Non
più di due o tre giorni. Qualche donna, sempre fondamentale,
qualche amico di bevute, sempre superfluo. Una incrollabile
fiducia nella letteratura. Una indomabile certezza nel
proprio talento. E sopravvive, tetragono, a colpi di ventura.
Beh, un aiutino ci vuole: alcuni litri di basta sia: alcool
etilico, obvious.
Nel film c'è anche un disastroso ritorno in famiglia. Il babbo
lo scaccia con ferocia. Ma è proprio grazie alle trasfusioni del
sangue paterno che si salva da una grave emorragia nella realtà.
Il film finisce con l'annuncio di un editore che finalmente
accetta di pubblicare un suo racconto. Ed è così che comincia a
nascere il mito di Buk E' l'inizio della fama e di una vita
finalmente ricca di soddisfazioni e danari. L'ultima moglie lo
convincerà a bere meglio.
Morirà nel suo letto, nella villa a San Pedro, in California,
ricco e famoso, all'età di 74 anni, provateci voi!
Grande Matt Dillon! Forse
anche per lui un aiutino. Imperdibile! Triste e umano. La
letteratura ci salverà! Ricordiamocelo! |
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MANGIARE BERE UOMO DONNA
di Ang Lee Taiwan 1994 Il film comincia con una scena ricca e
rapida: la preparazione di un pranzo ad opera di un grande
cuoco! Assolutamente irresistibile!! Il grande cuoco, vedovo con tre figlie
in età di marito, ha perso il palato ed è ossessionato
dal futuro delle figlie. Questo assillante problema
sembra irrisolvibile...
Invece NO! Nel giro di qualche giorno
ben due figlie si sposano. Non solo, una è anche incinta!
Ma le sorprese continuano. Nel corso di una ricca
cena, preparata dal vecchio cuoco, si raggiunge l'atmosfera
almodovariana alla grande. Invitati le figlie con i
mariti, la vecchia vicina, che gli fa la corte, con figlia e
nipotina, annuncia un grande evento. La vicina trema di
desiderio.
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Colpo di scena: il cuoco annuncia che si sposerà!
Con la figlia della vicina!! La suocera sviene, le figlie
fuggono in preda all'orrore e lui si consola con la
fidanzata, INCINTA! Finale emozionante e proustiano.
Invitato a pranzo dall'unica figlia nubile, in partenza per
Amsterdam per lavoro, assapora una zuppa. E magicamente ne
avverte tutti i sapori! Bellissimo film di sentimenti,
storie, allegorie ed emozioni. Imperdibile!
MANGIARE BENE UOMO DONNA di Ang Lee
Taiwan 1994 Il titolo è un proverbio cinese che
celebra le cose importanti della vita: cibo e sesso! |
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MONDO VINO, LA GUERRA DEL GUSTO
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un film di Jonathan Nossiter
Festival di Cannes 2004
Al centro del film-documentario c'è il
vino. Attraverso un percorso tra piccoli produttori, grandi
produttori e giganteschi produttori, Nossiter ci conduce
mano nella mano. Di fondo un suadente amore per il vino. E
sul suo grande mondo c'è di tutto. la tradizione e
l'innovazione, l'amore per la terra e la globalizzazione.
Ci sono Michel Rolland e Robert
Mondavi, il primo considerato il principale enologo del
mondo, l'altro produttore in California ricco di oltre cento
milioni di bottiglie vendute ogni anno. C'è Battista Columbu,
produttore di malvasia di Bosa in Sardegna con 1,5 ettari di
vigneto ed il barone di Rotschild dell'omonima cantina, che
da deuxiéme cru bordolese, è passato a premiére. Unico caso
nella storia di Francia. Occomemai?
Infine Robert ParKer, direttore e anima
di Wine Spectator, considerato il guru dai consumatori di
vino di tutto il mondo.
Occomemai i vini da lui ritenuti
migliori decuplicano il prezzo? Ed allora tutti dietro a Bob
e al suo cane scoreggione: VIVA!
E' la globalizzazione, bruttezza!
Film obbligatorio: dovrebbe essere
proiettato nelle scuole.
P.S. Ci sono anche i nostri amici del
Borro, Salvatore Ferragamo, San Giustino Valdarno, AR. I
loro vini sono al top, occomemai?
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SIDEWAYS
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di Alexander Payne

Film divertente e soprattutto con il vino come protagonista. Miles (Paul
Giamatti) e Jack (Thomas Haden) sono due amici quarantenni che decidono di
passare una settimana di vacanza insieme prima del matrimonio di Jack.
Questi esuberante e superficiale, quello introverso e tormentato. La vacanza
diventa una corsa sfrenata in cerca di donne per Jack mentre Miles, tra una
degustazione e l'altra, non riesce ad andare a fondo nei rapporti con le
donne. Sono due tipi profondamente diversi ma entrambi ci fanno simpatia
nella loro presentazione dell'umanità che li anima. Interessante il mondo
del vino con "farm" a cinque stelle, vigneti tirati a lucido e bottiglie da
favola, il mitico Cheval blanc del '61.
I sacri mostri si sono indignati per l'uso del bicchiere di plastica e per
la scarsa sobrietà dei protagonisti. Invece... E invece io esulto!
Parleranno, discuteranno, criticheranno. La magia del vino è nei suoi
profumi e nelle sensazioni che ci travolgono quando lo beviamo. Ci apre il
cuore e la mente già corre più veloce. E' quel dodici o tredici percento di
alcool che ci accarezza l'anima dolcemente:
Da vedere per divertirsi ed anche imparare qualcosa sul Pinot nero.
Prosit. |
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