IL SEGRETO DI SANTA VITTORIA, USA 1969
regia di Stanley Kramer
Con: Anna Magnani, Anthony Quinn, Virna Lisi, Hardy Kruger, Renato Rascel.
Tratto dall'omonimo romanzo di Robert Crichton.

Lo scrittore americano, R. Crichton, finita la seconda guerra mondiale, fece un giro per l'Italia. Curioso ed attento, non per nulla è uno scrittore, nei suoi vari vagabondaggi, ascoltò una storia che lo interessò.  Era in un paesino del Piemonte e tornato in patria, si ricordò di quella storia e ci scrisse un libro, non per nulla è uno scrittore. Il libro ebbe molto successo ed il regista,  S. Kramer, decise di farne un film, non per nulla è un regista. Grande produzione! Grandi attori! La vicenda si svolge in quel piccolo paese piemontese ed inizia il 25 luglio del '43 data della fatidica caduta di Mussolini. E veniamo alla storia. L'avvinazzato commerciante di vino, Vinicio Bombolini, sale sulla torre del paese e sventola il tricolore. Tosto, per il suo eroismo, viene eletto sindaco.
Tripudio generale! Ma l'allegria dura poco: giunge la notizia che i tedeschi in fuga stanno arrivando. Occomemai ?  Essi vogliono il vino. Hanno saputo che nelle cantine del paesello giacciono migliaia di bottiglie, lì conservate da una casa vinicola per produrre il vermuth. Il cantiniere fa un'accurata conta. Giacciono nella cantina bottiglie 1.307.000! Che se ne faranno mai i tedeschi in precipitosa fuga? Come faranno a portarsele via? Boh?! Panico generale! Aiuto! Il prezioso liquido corre grande periglio! Che fare? Una soluzione ci sarebbe... La Provvidenza ha provvisto i dintorni di ampie grotte. Trasferiamocele ed alla svelta che chille fetusi no abbiano a bé o' vino nostro! Questi simpatici piemontesi parlano romanesco così così. Viene organizzata una catena umana che coinvolge tutti gli abitanti. Grande scena corale e sono i veri abitanti del paesino, tutti romani, che per le vie ed i sentieri si passano le preziose bottiglie. Quando arrivano i tedeschi trovano le immense cantine quasi vuote, un poche le hanno lasciate. L'ufficiale crucco è crucciato. Fortuna per lui che c'è una contessa bbona che gli si offre, meglio che niente. Intanto cercano qui e là ma nulla trovano. I ben due camion restano vuoti. Arriva una telefonata dal comando. Partire! Pace, se ne vanno. Tutti contenti, contentoni. Amo sarvato er vino, mortacci loro! Anna Magnani, occhi cerchiati di nero, capelli perennemente arruffati, piangente, è la moglie del Bombolini, A. Quinn, grande istrione, colpito da convulsioni epilettiche quando gli chiedono ndò stà er vino? Babbalucche, R. Rascel, fa il segretario del sindaco beone. Beone a sua volta ed affetto da cretinismo. H. Kruger, angelo biondo nazista ma cor core 'n mano si tromba la depressa V. Lisi, bona che si sacrifica. Il film giustamente, fu un fiasco, eh, eh, eh. Non poteva essere altrimenti. Il film fu girato ad Anticoli Corrado, provincia de Roma.
 
 
Ratatouille
PIXAR, film di animazione computerizzata, USA 2007.
Con Rèmy, il topino, Linguini, il ragazzo chef, Skinner, il nuovo chef, Colette, aiuto-chef, August Gusteau, lo chef scomparso.
Regia di Brad Bird.

Un giovane topolino, si scopre la passione della cucina. Come tutti i topi. Ma lui ha un fiuto ed un gusto straordinari. Bacchetta gli altri suoi consimili: non mangiate monnezza, bensì prelibatezza.   I topastri non sono convinti, le une abbondano, le altre scarseggiano. E decidono, come anche noi, di continuare con le schifezze. Il prode sorcio non demorde, grazie ad una vecchia dinamitarda, cade nella fogna e si ritrova nella città di Parigi (Francia), nota per la sua cucina assai raffinata. Casca in un ristorante, anzi nella cucina, e ne prende, letteralmente, le redini.  Il successo è rapido ed inarrestabile. Non va tutto per il meglio: alti, altini, bassi, bassissimi. Inseguimenti alla Giames Bonde, Personaggi biechissimi e fantasmi buoni, saggi e generosi. Alla fine trionfa il genio gastronomico della pantegana! Il perfidissimo critico, tal Ego, ne magnifica le doti.
Ma, si sa, la fortuna gira, girina.  Una indagine della USL trova migliaia di ratti nel ristorante. Ne viene decretata la chiusura! Ahimè! Tutto è perduto. Perdutino. Il topastro apre, come farebbe chiunque, un altro ristorante, il "Ratatouille", dalla ricetta da lui prediletta. Il giovane sub-chef, ragazzotto ebete, Linguini diventa ricco. Ama una certa Colette, gnocca cuoca. Altri toponi aprono anche loro un bistrò, però riservato a loro simili. Alleluia. Beh, sarebbe un film sulla salvezza dell'anima, animella, grazie alla buona cucina. Noi sgranocchiamo patatine fritte e facciamo meditazione zen. Un po' si ride, un po' ci si incazza, un po' ci si annoia. Per stomaci di cemento. Alla sezione cucina la ricetta della ratatouille
 
 
JULIE & JULIA
regia di Nora Ephron, USA 2009
Con: Meryl Streep, Amy Adams, Stanley Tucci, Chris Messina, Linda Emond.

La Storia:
Julia Child (Meryl) e suo marito, diplomatico americano, si trasferiscono a Parigi (!). Siamo negli anni '40. La città strega l'orchessa, che ride sempre, sbraita e mangia. Il marito, Paul, se ne sta buono nel suo cantuccio all'ambasciata. Innamorato,non si direbbe proprio, della giunonica femmina, l'accontenta in tutto. Quella, poveretta si annoia e mangia. E così, una trota trangugiata, un'anatra divorata e via discorrendo, decide di impegnare il suo tempo seguendo un corso di cucina francese. Ne resta affascinata e ne diventa cultrice oltreché esperta. Il buon Paul segue imperterrito i progressi del ciclope e abbondantemente la scopa con fare assente: perchè la fà? C'è scritto di fare così, e basta. Quella bercia e ride e affetta cipolle, anzi, onions.
Cava le bretelle al poverino P. e lo cavalca con foga equina. Ma a Nuova York c'è un'altra coppia, con identici problemi, siamo negli anni novanta e di tempo ne è passato. Julie Powell, è giovane e graziosa ma insoddisfatta. Fa un lavoro di merda, consigli ai traumatizzati dal crollo delle Torri Gemini, ed è insoddisfatta. Ma il destino è in agguato... Che fare? Ma, certo, mi faccio un blogghe! Brava! Di cosa parlare? Ma di cucina! Di un libro di cucina! Quale? Ma quello della panzona Julia Child! Ella un libro scrisse! Ma che libro? Ma sulla cucina francese! Ma và? Tutte le donne ammericane lo tengono? Ah, che bella idea! Quella allora cucina e il buon Eric, lo sposa mangia e tromba, però meno del vecchio Paul. Insomma il suo blogghe da tutti viene letto, ma và? Jesse! Parla delle ricette della sfera di lardo e della loro realizzazione. Eric mangia e non tromba: lei è troppo presa da il computer, portatile. La vecchia e globosa maitresse guadagna pacchi di dollaroni con il suo librone. Il Paul imperterrito ed impassibile, abbassa le brache. A parte l'otre pantagruelico, sono tutti misteriosamente magri, nonostante gli intrugli inseppati a più che si può. Si trattiene il pianto a stento, ma l'orrore ci travolge doviziosamente. Dvrebbe essere un film femminista, femministino. Peccato che sia orrido. Spicca l'imperturbabile Paul.
E l'otre, rigonfio e sformato di Julia. L'altra è una misera sfigata che fà finta di no. Tacciamo di Chris.
 
 
KITCHEN STOR

Regia di Bent Hamer, Norvegia-Svezia 2003
Con: Joachim Calmeyer, Thomas Nostrom, Reine Brynolfsson.

Difficile da credere, ma la storia è basata su di uno studio realmente effettuato negli anni '50.. Si tratta di progettare mobili per una cucina razionale, che faccia risparmiare passi alle massaie. Non bisogna scordarsi però dei single. Da qui incomincia il film. Decine di auto con rulotte al traino, lasciano la Svezia per dirigersi in un vicino paesello norvegese abitato da single. L'indagine è sul campo: l'osservatore si piazzerà sopra un trespolo per seguire ed annotare gli spostamenti del proprietario della casa. Vietato parlare e comunicare. Il nostro eroe, Fulke, si installa sul suo alto seggiolone in casa di Jsak, Annota tutto. Quello è sfuggente, non sta mai in cucina e a sua volta si mette a spiare l'osservatore.

Alla sera Fulke va nella sua rulotte, finalmente solo. Piano piano, nonostante l'attenta supervisione di un controllore, tra i due nasce un po' di complicità che sfocia in aperta amicizia.  Ormai mangiano allegramente insieme e si divertono come non mai gli era successo. Viene colto in flagranza di sbornia che dorme profondamente nel letto di Isak. Viene cacciato!. Ma quello, riportata la rulotte in patria, ritorna dall'amico. Film d'amicizia e solidarietà, pallosetto ma anche divertente e ridanciano.

P.S. La prossima volta che andrete all'IKEA vi verrà in mente questo film. Eh, così va il mondo.
 
 
RIUNIONE DI FAMIGLIA
Regia di Thomas Vinterberg, Danimarca 2007
con: Karen-Ilse Mynster, Paw Henniksen, Shanti Roney, Klaus Pagh, Salvatore Mastruzzo, Said Milanpoue.

Il film è ambientato in una piccola città danese di provincia. Grande evento in vista: la festa per il 750° anno dalla fondazione. Il clou della serata è l'esibizione del celeberrimo tenore Karl Kristian Schmidt, nativo del ridente borgo. La festa che si prepara sarà grandiosa. E' stato chiamato un famosissimo chef. Le vivande sono di scelta eccelsa, il vino è insuperabile! Tutti partecipano a questa realizzazione, compreso l'aiuto cuoco Sebastian. Questi, dopo una vita tra l'incubo del suicidio del padre ed una madre femminista e lesbica, vive ora un amore travolgente! Nel corso della serata succede di tutto, dalla farsa alla tragedia, e viceversa, senza tregua! Il buon tenore, buonino, tra fobie e atteggiamenti divistici, trova il tempo per trombare la giovinetta di cui è innamorato Sebastian.
Questi decide di vendicarsi del vecchio lubrico. Ma la mamma sua lo ferma: Non farlo, egli padre a te è! Ma come? Non era bell'e morto sotto al treno vent'anni fa? No, era solo scappato e senza sapere che lei era incinta! Stupore! Del figlio. Stupore del padre! Però poi tutti si abbracciano e ... via! I giovini partono insieme, come fece quello a suo tempo e il babbo gli regala una valigia. Chissà cosa c'è dentro?
Il regista racconta di essere stato allevato in una comune. Beh, la famiglia è ariosa come una camera a gas, ma anche questa non scherza!!!
 
 
SOUL KITCHEN
di Fatih Akin
Interpreti: Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Unel, Anne Bederke, Pheline Roggan.
Germania, 2009.

La trama. Zinos, un greco naturalizzato tedesc0, gestisce un localaccio ad Ambergo. Il posto è frequentato principalmente da mangiacrauti e tracannatori di birra. Ma il destino è in agguato. Il famoso chef Shayn, licenziato dal ristorante di stra lusso dove lavora, perché si rifiuta di scaldare un gazpacho (Giustamente!) va a lavorare al "SOUL KITCHEN". Ora non è più una bettola fetente, i clienti cambiano, ed il successo arriva. Il fratello di Zinos, Ilias, esce di galera e ci va a lavorare. Cominciano i guai! Un losco agente immobiliare mette gli occhi sul ristorante e la splendida morosa di Zinos va a Singapore.
  Lui gli vuole correre dietro, quella torna per la morte della nonna ed al funerale Zinos scopre che la sua morosa ha un fidanzato cinese! Lui dà di ribalta! Il fratello si gioca il ristorante a carte col losco individuo e lo perde. E' una tragedia! In più gli viene il colpo della strega! Non ha la mutua, deve andare da un praticone turco. Tutto crolla... I due fratelli hanno mille risorse... Il ristorante viene pignorato ma loro trovano i soldi per riscattarlo! Il loro sogno si avvera! Bel frattempo sono successe mille avventure! Vi divertirete tanto, tantone! Accorrete in massa! Eh, il buon cibo fa miracoli!
 
 
SAPORI E DISSAPORI

Di SCOTT HICKS, USA 2007
Con Catherine Zeta-Jones, Aaron Eckkart, Abigail Breslin, Patricia Clarkson, Bob Balaban.

La Catherine, nel film si chiama Kate, Kate Anderson, è una chef. Ma non brava, bravissima! Perfezionista per eccellenza, richiestissima per la sua suprema arte culinaria. Ed è anche buona, per dire. Ed E’… SINGLE!!!! Occomemai? Eh, troppo presa dal lavoro. Ad esso da tutta se stessa ed anche di più. Ma un bel giorno, anzi brutto, la sua sorella decede nel corso di una gita automobilistica. Le sopravvive la figlioletta Zoe di otto anni: la cuoca se ne dovrà occupare. Stress, nottatacce, rapporti difficili. In più al ristorante viene assunto un nuovo cuoco. Che succederà? SI. Lui validissimo è, pure canta, fa ridere la piccola stroncatrice. Ecc.
Dimenticavo: ama la lirica, ma và? Due più due…fanno tre. Aprono un ristorantino, dove trova impiego anche la piccola Zoe. E la protezione minorile? Ma dai, è un film! Da notare: entrambi i cuochi, entrambi single, entrambi abitano appartamenti sterminati…
 
 
RICETTE D’AMORE

Di Sandra Nettelbeck, germania 2002

Con: Martina Gedeck, Sergio Castellito, Maxime Foerste, Sibylle Canonica.

Marta è uno chef. Ma non qualsiasi: ella è la migliore! Scrupolosa, attenta, precisa, creativa, innovativa (nella tradizione, neh!), sorprendente, talentuosa eccetera, eccetera.
E’ buona, il che non guasta. E’ SINGLE!! Eh, troppi impegni col lavoro, il cuoco è mestiere impegnativo. Lei ha una sorella, Christin. Muore subito ma le lascia la sua figlioletta, Lina. Il recente lutto la deprime assai e la cuoca pur sempre cuoca è. Ma il destino è in agguato.
Arriva il nuovo cuoco. Canta le romanze, mangia la pizza e fa gli spaghetti.Da dove viene?
 From Italy! Dissapori iniziali ed incomprensioni. Poi lui, furbescamente va di sponda. A Lina gli garba, è gentile, simpatico, fanfarone e canta. Facciamola corta: mettono su un ristorante e i due adulti dividono il letto. Chi l’avrebbe mai detto? Tutti!
 
 
IL PROFUMO DEL MOSTO SELVATICO
di Alfonso Arrau, USA 1998

Con: Keanu Rives, Altana Sanchel-Gijon, Giancarlo Giannini, Anthony Quinn, Freddy Rodriguez, Debra Messing.

Il titolo originale, “A walk in the clouds” è la traduzione del film di Blasetti, “Quattro passi tra le nuvole” del 1942 a cui la sceneggiatura si ispira. La trama. Un prode soldato americano torna dal fronte, vittorioso ma sconvolta dalla guerra. Ritorna dalla giovane moglie: di tutte le lettere che le ha scritte niuna ne lesse! Occomemai? Eh, facile non è, tempo non avere. Pace. Lui riprende il suo lavoro di rappresentante di cioccolatini. Durante il viaggio in treno per clienti cercar, trova una bella giovine. Bella è! Diventano amici. Ella ritorna dal padre, cattivissimo e ricchissimo, con un segreto dentro di lei.
 Che segreto sarà mai? Ella porta in sé il segreto: un merdoso professore suo insegnava l’arte della copula e non quella dell’arte, tout court! Che dire al genitore. Lui si commuove: dirà che la creatura è di egli, lui. Arrivano alla Napa Valley, vigne dappertutto! Lui ci ha un fucile e pure lo usa! Si incazza assai, si sposarono senza nulla dire! Il nonnino traballa, l’Anthony, è buono lui. Beh, bisogna accettar la cosa. Ma la notte vien il freddo! Bisogna scaldar le viti già gravide (di grappoli).
Tutti bracieri accesi e tutte le donne con alucce alle braccine il caldo inviano alle fragili piante! Ah! Magia della scena: angeliche figure sembran librarsi nel ciel, come angiolini. E salvano il raccolto! Il patron è sempre rabbiosamente imbufalito. Ma poi arriva la vendemmia!!! Un bel gigante di tino, alto un metro ma largo dieci. Tutte le donne, le gonne fatte su, vi si gettan dentro: alè! Felicità, risate, divertimento assicurato! Danzano e pigiano. Polke e mazurke! Ah! Che scena! Il giovine però vuol tornare dalla moglie, sennò bigamo è. E se ne va. La donna piange la prematura vedovanza. Lui va a Nuova York, bussa. Trambusto… La moglie ci ha un uomo dentro il letto! “Ma come mogliettina mia, che tu fai?”. Dice lui. Ella ha ottenuto il divorzio! Benone! Egli ora è libero! Prontamente ritorna dalla ex vedova: egli libero è! Lesto arriva. Il coglione imbestialito ora è anche briaco. A pugni lo prende e gettargli addosso una lampada ardente, lo vuole abbruciare! Ma il giovane, agilmente, si abbassa. La lampada cade nella vigna. Accipicchia! Il fuoco l’avvolge calorosamente, tanto. Accorrete, accorrete! Le fiamme divorano chilometri e chilometri di vigneto. Nulla resta! Ma sulla tomba di un vegliardo deceduto altri tempi, una pianta c’è ancora! Da qui rinascerà la nuova vigna e la pace col suocero rincoglionito. E il bimbo del turpe professore. Alè! Tutto bene, benone! Come film è da vedere: la fissità del Reeves è granitica, le alucce penose, l’incazzatissimo Giannini è imbarazzante. Effetti speciali agghiaccianti! Non vi pentirete!
P. S. Nel film del povero Blasetti, il Mario tornava a casa e subito doveva scaldare in un pentolino prebellico il lattuccio per i bimbini, la moglie quasi lo strozza per la lunga assenza.
Proprio come succede a tutti: Noi.
 
 
IL VENTO FA IL SUO GIRO di Giorgio Diritti,
Italia 2005

Con, Thierry Toscan, Alessandra Agosti, Dario Anghilante, Givanni Foresti.La storia si svolge nelle valli occitane del Piemonte e l’occitano è la lingua parlata nel film. Dunque, Philippe, un ex insegnante ed ora pastore, è in cerca di un posto dove trasferire la sua attività, visto che hanno deciso di costruire una centrale atomica, lassù nei Pirenei, dove viveva. Nella sua ricerca capita a Chersagno, paesino di montagna semi abbandonato. La bellezza delle montagne attorno e della natura incontaminata conquistano il pastore. Chiede una casa, una stalla e dei pascoli.

Si riunisce il consiglio comunale, ne discutono i capi famiglia. In effetti il paesino ha bisogno di essere rivitalizzato, il paese è già in declino. Un proprietario offre una casa, altri la stalla, qualche mobile. Presto tutto è pronto per l’arrivo del resto della famiglia, moglie e tre figli, e delle capre.
Con la primavera spunta l’erbetta e si comincia a fare il formaggio. Da subito diventa ricercatissimo, dai ristoranti, dai commercianti, da semplici passanti. E’ subito un successo: si rivitalizza il paese, arriva gente, tutti contenti, contentini… Come succede, non tutto va per il verso giusto.
Vi ricordate le immacolate valli svizzere della dolce Heidi? Le refrain della canzoncina diceva:” Heidi, Heidi, le caprette ti fanno ciao…”. Invece le caprette di Philippe fanno la cacca in giro per il paese! Mangiano anche erba del vicino, a cui del resto non frega nulla. La comunità incomincia a chiudersi. Durante una processione trovano una slitta da fieno che ostacola il cammino: anatema! Incomincia una guerra sotterranea, lettere anonime! Arriva, solerte la ASL! Dopo tutte le analisi il verdetto è inappellabile: tutto pulito ed incontaminato, non come il fast food (vedi sotto). Ma com’è possibile che quel tanghero riesca a fare formaggio così buono? Insomma, questi non sono diversi, sono alieni! L’unico che se ne accorge è il povero matto del paese, che quando i pastori, ormai vinti ed abbandonati, se ne vanno, “parte” anche lui Le montagne immobili tutt’attorno chiudono gli spazi e gli sguardi. Nella casa del pastore ormai abbandonata, un giovane che non vuole andare a lavorare in città, accende una stufa… Come dice il proverbio :”Il vento fa il suo giro…”

Se volete vederlo dovete comprare il DVD sul sito del film su internet, alla multisala non lo danno!.

 
 

FAST FOOD NATION  di Richard Linklater USA 2006

Con: Patricia Arquette, Bruce Willis, Ethan Hawke, Avril Lavigne.

La fabbrica “MICKEY’S”, specializzata in fastfood, sta lanciando il prodotto che sarà la punta di diamante di tutta la produzione: il BIG ONE!, un paninazzo da far impallidire il buon Poldo. Purtroppo, a rovinare la solenne festività, arriva la notizia che in alcuni campioni di carne usata per produrli vi è fissa dimora di colonie di colibatteri, numerosi, numerosoni! Si chiama l’inventore del prodigio alimentare che subito chiede di cosa trattasi? Il capo sospira e serafico rivela: “MERDA!”. Bisogna correre ai ripari e di corsa, corsona! Egli parte. Lo stabilimento è nei pressi del confine con il Messico. Occomemai? Facile! Quelli che ivi lavorano sono tutti messicani, clandestini, disgraziati, affamati, vilipesi ed in più, senza permesso di soggiorno! Tutto il giorno lavorano: macellano, segano, sventrano, dilaniano, spezzano, tritano…

Veloci, velocioni, il tempo è dollarone e non c’è il tempo per pulire le viscere di queste migliaia di bestie che transitano nei nastri trasportatori. In tutto questo merdaio, in senso tecnico, non per dire, qualche pezzo di messicano ci va pure isso, a gratisse! Tutti veloci, tanta carne, tanti hamburger, tanta felicità por todos. L’ispettore capo, indignato, manda a chiamare il capo fabbrica. E chi è il capo fabbrica? E’ BRUCE WILLIS. Isso s’incazza assai!! Come una bestia!!! Quasi gli va di traverso il BIGONE! E gli dice: noi siamo il sogno americano, diamo cibo ginuino a milioni di individui e lavoro anche, macelliamo hogni hosa, quervo mundo e quervo tambièn tigo! E che, se accadesse accidentalmente uno scontro tra autoveiculos, bisognasse chiudere le fabbriche de los automobiles? Egli ha ragione, è giusto. BRUCE, che nel film DIE HARD 186, al confronto,  sembra un seminarista certosino, (vedi), è stato convincente assai. Anzi con grande magnanimità e generosità gli offre i rimasugli del SUO panino ed ammonisce con serenità e pacatezza, di solito a lui inusuali, l’ispettorino: chissà, anche le sue feci potrebbero, un dì, colonizzare un qualche bel paninone!

Andatelo a vedere, noleggiate il DVD e andate a guardarlo a casa di un vostro amico, amichino, almeno non vomiterete sul vostro, di tappeto!

 
 

UN TOCCO DI ZENZERO

Regia di Tassos Boulmetis, Grecia-Turchia 2003

Con: Georges Corraface, Fanis, Tassos Bandis,il nonno.
E Basak Koklukaya, Ieroklis Michaelidis..

Il titolo originale è :”Politik Kouzina”, che meglio rende l’idea di quello che stiamo per vedere. Il film si apre con una vista straordinaria della città di Istambul. Siamo nei primi anni del secondo dopoguerra, La comunità greca è ancora integrata in quella turca. Il protagonista è un bambino, Fanis, di una famiglia greca il cui nonno, Vassilis, passa la giornata nella sua bottega di spezie. Oltre che ad istruire il nipotino sull’uso di queste misteriose polveri, profumate e colorate, lo istruisce sul cielo e la terra, sulle stelle e sul fuoco.
Lo partecipa al grande gioco della vita che ha la sua essenza nel binomio astronomia e gastronomia.

Ed in queste due materie eccellerà il Prof. Fanis. Dopo la cacciata dei greci dalla Turchia, l’amore per la cucina porterà il giovane a raggiungere eccelsi livelli qualitativi, tanto da usare le sue doti per sedurre o respingere, a suo piacimento, i suoi amici da chi gli è antipatico.
Oramai docente affermato, decide un viaggio ad Istambul per un ultimo saluto all’ormai anziano nonno e, magari, rivedere Saime, sua fiamma del cuore ai tempi dorati dell’infanzia. Il nonno, vecchio e malato, morirà tra le sue braccia. La piccola Saime non lo ha mai dimenticato, sempre nel suo cuore gli ha riservato un posto particolare. Forse se gli facesse un po’ di quelle polpettine…La vita, però, è come gli astri: segue il suo corso e non si può alterare Alla sezione “cucina” la ricetta delle polpette di Fanis, le KEFTEDES. Film gradevole, on po’ pasticciato, per l’appunto Sembra perdere il filo ogni tanto, come tutti, poi lo riprende ma non sempre: ci vuol estro in cucina!
 
 
IL GRANDE SILENZIO
 di Philip Groning Germania 2006, durata 16 ore.
Con: Monaci.

A questo regista tedesco è venuta un’idea: perché non fare un film sulla GRANDE CHARTREUSE
De Grenoble. Ne parla con il priore. Questi gli dice: Sì, si può fare, torni tra una decina d’anni, giorno più, giorno meno. Dopo quasi vent’anni, il telefono dell’ormai anziano artista, squilla imperiosamente. Con un sobbalzo che quasi lo uccide, trepidante sussurra: Hallo? Risponde una voce profonda: Chi è me? Profi dire! Non ist moglich…! E’ il GroB Vater! ( nei sottotitoli: el xe el fratacchione). Herr, dice: OKKEI, famo o filmon! Ma:
1) Nein musik
2) Nein kunstlicht lux
3) Nein nisciuno tranne isso
4) Nein Kommenten
5) Nein Frauen
6) Nein tuto el resto
 Il sogno di una vita si avvera: per quattro mesi, corrispondenti alle quattro stagioni, il registra vivrà in una cella, proprio come un monaco, per quattro mesi, però. Il titolo sottolinea una delle regole dell’Ordine: il silenzio. Eppoi la preghiera, ognuno nella sua celletta dove non manca nulla, oppure, a seconda dei punti di vista, tutto. Hanno caprette, ben tollerate dalla popolazione (vedi), assai lontana dal convento. Hanno mucche, e tanti orti.
Si fanno il pane, grandi minestroni, qualche pesce dei ruscelli. Il vino,non ho scoperto se lo fanno da sé o glielo danno: per la Messa è obbligatorio! Oggi ki toka fare Messa? Io, io, io, io, io…non spingete! Birikini, io sgherzo! Ogni ha suo turno: comincia da me medesimo! I contatti con l’esterno sono ridotti al minimo. Solo la preghiera e la meditazione accompagnano i Padri.
Nei giorni di festa mangiano assieme e poi fanno una passeggiata. Quando c’è la neve fanno una specie di sci: ruzzolare sulla neve, ma non vedono l’ora di rientrare. Il film è lunghissimo e segue pedissequamente i tempi della comunità. Poco alla volta questi ritmi si interiorizzano, sembra non solo normale ma anche auspicabile il rallentamento dei nostri ritmi. Che nulla aggiungono a ciò di cui abbiamo bisogno: un briciolo di spiritualità.
Le vent se leve…
Il faut tenter de vivre!
Così diceva il grande poeta. Il vento soffia da centinaia di anni tra questi corridoi e tra queste finestre. Immutabile lo spirito che qui aleggia. E che così bene ci è dato di sentire. Per un momento siamo certosini, fianco a fianco. E’ proprio così!
Non dimenticherete facilmente la Grande Chartreuse. Ricordatevela.

“Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento forte e gagliardo, tale da scuotere le montagne e spaccare le pietre, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di una brezza leggera…”

I°  Libro dei Re. 19, 11-13

Solo in perfetto silenzio si incomincia ad ascoltare e a vedere ed il linguaggio scompare…
 
 
 
BAD TASTE
Regia di Peter Jackson, New Zealand 19867

Capolavoro assoluto! Inchiniamoci con ammirazione e stupore, incantati da questa pura espressione d’ARTE! Vette irraggiungibili e mai fino ad ora raggiunte da qualsiasi cineasta, vivente e/ deceduto! Pensate che la realizzazione di questo immortale e immaginifico e straordinario “ESSAI” ha richiesto ben 4 (QUATTRO) anni di lavorazione durissima ed indefessa. Beh solo di sabato e qualche domenica e non sempre. Sapete bene come sono gli amici: si prendono gli impegni (si, d’accordo…) e poi spariscono, alcuni per sempre! La storia raccontata, via via che venivano fatte le riprese, proseguiva seguendo l’ispirazione artistica del momento. Rigorosissima invece la trama.
La terra ha subito un’invasione di alieni! Nessuno se ne è accorto. Infatti essi sono subdoli: si sostituiscono agli umani prendendone le fattezze precisi uguali.

  Hanno cominciano da un paesello… e già umani non più vi son! Tutti extraterrestri! Occomemai questo criminoso comportamento? Essi vogliono fare la concorrenza a McDonald! Ma su scala galattica! Gli hamburger di umano ottimi sono, meglio di tutti! E così tutti inscatolati con cura, finiranno nei fast-food di tutto il creato! Quattrini! Che culo! (per gli avidi alieni!). Ma come il vento, anche la fortuna cambia! 4 giovini e baldi amici, armati fino ai denti, affrontano di petto la grave minaccia che incombe sul pianeta Terra! E bim! E bum!
E tri-trac! Le strade del borgo sono tosto lastricate di cervella, trippe, polmoni alieniche! Facile scivolarvi! Oramai il nemico è debellato e frastagliato Il perfido capo extracomunitario riesce però a partire con la casa, in realtà una perfetta astronave abilmente occultata. La preziosa merce abbonda assai! Presto tutti nell’universo intero potranno assaggiare l’umano popolo! Ma… Che succede? Ma c’è un clandestino a bordo, privo del regolare permesso! Ah! E’ un giovine terricolo e ci ha una moto sega!!! Good bye merdosone di marziano! Il garzone del di lui corpo si riveste e a tutta velocità al pianeta madre si fionda: l’aspettano gli straordinari! Viva Jackson Peter, immenso regista che non lesina gli effetti speciali: Frattaglie e sangue, ossa e pezzi difficilmente riconoscibili, anche da un anatomopatologo della TV!

Il suo secondo film, meno bello, ha avuto più successo: Il Signore Degli Anelli.

 
 
FESTEN
 Regia di Thomas Winterberg, Danimarca 1998.Con: Ulrich Thomsen (Christian)
Henning Moritzer (Il Padre)
Birthe Meumann (La madre)Thomas
Bolarsen (Michael)
Premio speciale della Giuria del Festival di Cannes


Una attesa festa di famiglia diventa una orrida carneficina morale nell’assoluto vuoto che circonda i personaggi. C’è da dire che il regista aderisce al gruppo “DOGMA 95”. Gruppo fondato da Lars von Trier che impegna i registi a non usare la colonna sonora, la scenografia, le luci e la macchina da presa tenuta in mano. Queste regole ferree esaltano la teatralità della vicenda e la dimensione grottesca e ripetitiva delle azioni. Sono tutti riuniti, figli, cognati zii e zie nell’avita dimora di famiglia per festeggiare i sessantenni del ricco patriarca Helge Klingenfeld-Hansen.
Praticamente tutto il film si svolge nella grande sala da pranzo. Grandi vini di Bordeaux vengono versali con cautela nei bicchieri ed arriva un potage, forse al pomodoro forse all’ostrica: tutto fè.
I figli sarebbero quattro ma la piccola, gemella di Christian, si è suicidata da pochi giorni. E proprio al gemello sopravissuto viene chiesto di fare il primo brindisi. Una cosetta da nulla… Semplicemente ricorda al genitore di quando si chiudeva nello studio con i gemellini per violentarli in santa pace.
Lieve imbarazzo, Si continua con il daino ai mirtilli. Il vino scorre a fiumi. Ting ting ting! Altro brindisi, questa volta alla mamma che tutto aveva visto. Il vecchio è impassibile come pure gli ospiti. Riprendono tranquilli a mangiare e bere, La moglie sorride, la festa continua. Non c’è traccia di imbarazzo o commozione. Anzi fanno pure il trenino in giro per la casa. Poi tornano, garruli, al loro desco agognato. Ting ting ting, altro brindisi. Questa volta è la figlia che deve leggere un biglietto scritto dalla giovane suicida e testè ritrovato. Dice che il ricordo del padre che la violenta non l’ha mai abbandonata ed ora non ce la fa più. Beh, è il momento di passare all’acquavite, per tenersi un po’ su. La festa continua, si strimpella un pianoforte, si ride, si chiacchiera. All’alba tutti a nanna, all’indomani li aspetta la colazione, e poi ognuno a casa sua… AUGURI!  
 
 
COME L’ACQUA PER IL CIOCCOLATO

Regia di ALFONSO ARAU, Messico1992

Con Lumi Cavazis (Tita)
Marco Leonardi (Pedro)Regine Tomei (Donna Elena)Pilar Aranda (Chencha)Mario Ivan Martinez (Dr. John Brown) Personaggi, colori e sapori, sensazioni e sentimenti.
Poesia e dramma. Amore, passione e desiderio. Siamo in Messico all’inizio del novecento durante la rivoluzione di Pancho Villa. In un “rancho” isolato la vita di sole donne procede tra tradizioni, femminilità e soprattutto cucina.


Lumi Cavazis
La vecchia e saggia Chencha istruisce la giovane Tita all’arte della cucina: sapori, odori, profumi.
Sarà questa cucina che seguirà Tita per tutta la vita intrecciandosi con gli avvenimenti famigliari e le passioni erotiche.
Pedro si innamora di Tita, l’ultimogenita e per questo destinata alla condizione di zitella per meglio accudire la madre al momento del bisogno.
Pur di restarle vicino, decide di sposarne la sorella: saranno così sempre vicini. Tita preparerà per l’amato ogni genere di specialità che parleranno dell’amore che la possiede. Il dialogo amoroso, impedito dalla madre, troverà compimento e consolazione nella preparazione di manicaretti stupefacenti che ora tutti riconoscono per quello che sono: un inno all’amore! Quando Pedro le regala un mazzo di rose, Tita le usa per preparare la salsa per le quaglie, altra ricetta miracolosa tratta dall’antico libro di Chencha. Assaporandole ognuno prova il prodigio d’amore, chi con terrore, la sorella, chi con rabbia, la madre, chi con infinito desiderio, Pedro. Le giornate si susseguono, il tempo passa, con tramonti di fuoco e guerriglia endemica. Tita continuerà la sua missione, seminare amore. Ed ora tocca al dottore, sempre presente per i bambini e la moglie di Pedro,  avanzare la sua proposta. E matrimonio sarà anche per Tita. Il destino in agguato sorride: Tita e Pedro avranno la loro notte d’amore! Di breve durata: lui al culmine del piacere lascerà la vita. L’incendio d’amore si porterà con sé anche Tita. A noi, già innamorati dell’angelo della cucina, non resta che profonda malinconia. Al terribile incendio che tutto distrugge si salva un solo oggetto: il vecchio libro di ricette dell’india Chencha! Per fortuna! Un segno inequivocabile per noi: sediamoci al desco in convivialità e allegria!
 
 
FOCACCIA BLUES

Di  NICO CIRASOLA, Puglia 2009-07-13

Con Dante Marmone, Luca Cirasola e Tiziana Schiavarelli. Con la partecipazione di L. Banfi e R. Arbore Film d’amore! Amore tra Dante e Tiziana, amore per la focaccia, per la Puglia, per Altamura,  per l’umanità. Per i prodotti della terra, per la tradizione del buon mangiare, per i lavori artigianali. Insomma amore per l’uomo, artefice della sua storia. La trama, beh, la tramina: Dante vende ortaggi che compra in campagna. Tiziana li compera. Tutto buono, in ispece la focaccia. Ma, un brutto giorno, arriva il DEMONIO! E’ il Mc Donald che apre una sala da 550 metri quadri! Hamburger, patatine, gelati, feste, aria condizionata a gratis! Ci vanno tutti, i giovani per il panino, le famiglie per le feste ed i vecchierelli per il fresco. L’Ammerica dinto ‘o paisiello! La storia ha un lieto fine: arriva di Gesù Luca che apre una panetteria nella stessa piazza,
vende focacce a tonnellate! Per il ciclope d’oltreoceano è la fine!  Deve chiudere: basta panini, basta tutto! La concorrenza spietata del panaro è devastante! Ammainate le vele, yanki go home! Alleluia!
Nel film sono intervistati alcuni sopravvissuti artigiani altamuresi: il barbiere, il sellaio, il ciabattino, il fabbro. Tutti allegri, beh, allegrini.
Nel film documentario, appaiono, brevemente due titani della risata, Lino Banfi e Renzo Arbore, pugliesi entrambi. Insomma, mangiate sano, mangiate i prodotti della terra ma che siano genuini! Buon divertimento e buon appetito! Alla sezione cucina la ricetta della mitica focaccia.

P:S:Alcune malelingue hanno messo in giro delle voci, voci discordanti. Si tratterebbe di una bufala, niente vero! Sempre esistette la focaccia, ma la mozzarella non ci va! E bravi altamuresi, mangiate dal panaro al calduccio!  

 
 

LA CENA

Regia di Ettore Scola 1998

Con:Fanny Ardant, Vittorio Gassman, Giancarlo Giannini, Stefania Sandrelli, Eros Pagni, Daniela Poggi, Riccardo Garrone.

Da Otello alla Concordia, via della Croce 81, 00181 Roma (RM), Lazio, Italia. Che centra? Ma alla grande: questo ristorante trattoria, nel cuore de Roma, tanto piaceva a vippe di TE-VE e di cinema. In primis a Fellini Federico. Se magna de tuto ma la specialità sono gli spaghetti alla Otello, ricetta segretissima!. Una sera Scola Ettore vi andò e folgorato vi fu! Ce faccio nu film, paro,paro. Così fu. Però bisognava cambiare er nome alla bettola! Penza e ripenza… Eccoci: Arturo al Portico. Il più era fatto. Tutti attori, attoroni! Gassman V., e Giannini G. Dunque, tutti seduti per mangiare. Ma semo omani e ce va anche di far conoscenze… Giannini fa er Prof de filosofia

(ma va?) e ci ha l’allieva, anni 50 in meno, che lui tromba quando può.  Poi c’è una bonazza che si porta 4 (quattro) morosi, gli garbano!  Una donna in carriera, eh, ci ha l’agenda, ne approfitta per strizzare i zebulon a un vicino di tavola che si deve sposare. Poi c’è uno che fa di essere cretino, mangia riso in brodo ed invita un mago al suo tavolo. C’è il poeta (?) Gassman, mangia frittatina di verdure e pontifica a più non posso. Una mamma scopre che la figlia, anche, si vuole sposare,ma con Domeniddio! Finalmente uno mangia cervello fritto: il figlio è tossico ma tanto, tanto simpatico. Un gruppazzo si telefona di nascosto, vogliono trombar pur iss ma con la moglie dell’altro.5 vecchierelle, una ha un giovanotto che le fa la corte (!), un’altra ci ha un tumore, parina. Due attori, attoroni discutono di un testo:uno deve stare muto tutto il tempo e l’altro no. Che cena ragazzi! Ora arriva una scolaresca, è un compleanno! Tuti aleghar! E subito simpatici lanci de pagnottelle: Ah; Ah, Ah. Non mancano , obiouvsly, i giapponesi con macchina fotografica, mangiano la carbonare.
La moglie del paron ci ha lo spasimante che all’aeroporto l’aspetta! Non se ne può più! Durata ore 2 e minuti 6 (!). Tempo reale. Ahimè! Provate ad andare da Gino al Sottoscala…magari nun se tromba ma un paninazzo se remedia!
 
 
STORIE DI ORDINARIA FOLLIA
Regia di Marco Ferreri
Con: Ben Gazzara, Ornella Muti, Susan Tyrrell, Tanya Lopeat, Roy Brocksmith, Katia Bergher.
Francia-Italia 1981.

Un ragioniere, tale Charles Serking, dovrebbe essere l’alter ego di Bukowski. Quindi beve, per dire. Qualche volta vino o uischi o birra. Quando cammina barcolla in qui e/o in là.
Ni un barre conosce Cass, la puttana più bella della città. Sarà che si mette con lui? Ebbene sì, lo scrive lui il film .Sicchè! Lei gli getta i bracci a i collo (è la povera Ornella Muti, oggi giustamente dimenticata). Vanno ni il appartamento di egli. Lei è NINFOMANE!!!
Almeno col azzimato ragioniere. Ne consegue amplessi, penosi, gli bacia una mela, mio Dio!!!!!
Lui scrive anche poesie: va a una lettura di poesie in pubblico, ma successo non ha. Ma in agguato… trova una ragazzina nel suo camerino… è notte d’amore! Poi va da Cass e tromba, mi viene da piangere. Qualche volta batte i tasti di una macchina da scrivere ma straccia i fogli.. Va al mare con la morosa, i gabbiani, la sabbia, i acqua. Si beve una birretta e barcolla. Arriva una lettera di
editore: Te tu è un genio! Vieni tosto da noantri, quattrini a sfare!!
Le sue poesie sono ottime!! Diventa famoso!!! Guattrini!! Lui beve una birretta e barcolla..Ma egli è per la libertà! Nol pol scriver a komando! Si rimette la giacchetta e al paesello torna.. Barcolla(?).
Cass è deceduta, egli tra i rifiuti cerca birrette: punte. Poi va al mare, gabbiani, sabbia, liquido acquatico,….. trova una giovane, BELLISSIMA!! Che vuole trombare! Occomemai a me non succede mai! Ma a egli SI’.Allora bisogna che lo scrivi da me un filmettino: Un giorno camminavo per la strada ed ho trovato una giovane ignuda che diceva mi trombi…please? Eccomennò? Gabbiani a sfare e birette, acqua e terreno.
Mi no ghe credo!
Per tutti coloro che cercano l’anima gemella, gemellina, consiglio:
1) Giacchetta d’ordinanza
2) Qualche birretta
3) Perenne barcollio
4) Imparare a memoria qualche poesia
5) Pettinarsi spesso
6) Parlare poco
7) Fumare sigari balordi
8) Scrivere stronzate che registi rincoglioniti ne faranno film
9) Il film è orrido
10) Ornella Muti sembra un saccone
11) M. Ferreri è tornato alla casa di il Padre di lui:
12) Porco mond
13) Ben Gazzarro, ma che male gli facimmo?.
 
 
PRANZO DI FERRAGOSTO

Regia di Gianni Di Gregorio. Italia 2008
Con Valeria De Francisci, Marina Cacciotti, Maria Calì, Grazia Cesarini Sforza, Alfonso Santagata, Luigi Marchetti,
Maecello Ottolenghi, Petru Rosu, Gianni Di Gregorio.


A Ferragosto fa caldo calduccio. Anche a Roma dove vive Gianni con l’anziana madre. Pieno di debiti e nullafacente campicchia con la pensione di mammà.

  Vino bianco, sempre, lo sorregge nell’incombenza della vita. La madre è autosufficiente ma bisognosa di attenzioni e cure per riempire i suoi giorni. Accudirla per Gianni oltrechè necessità è anche scopo: un buon equilibrio. Si sa, a Ferragosto la città si spopola: il caldo e l’afa, chi va al mare e chi va in montagna.
Anche l’amministratore del palazzo dove abita Gianni al mare ci vuole andare e non da solo ma in buona compagnia.
No, non dell’ anziana madre, che invero vuole affibbiare a Gianni! Gli abbuonerà tutti i debiti! E’ dura, ma se po’ fà. Le vecchie però son due, ecco svelato l’arcano! Pazienza! Altra vecchia in arrivo, è la mamma del suo medico curante. Tutti al mare, tranne le mamme (anziane). E fa quattro.
Gianni si organizza. Cibo e cassa di vino (bianco). Beh, qualche pensiero glielo danno, le vecchie.
Una fugge di casa, un’altra a dieta strettissima, trafuga una teglia di pasticcio e se la mangia e fanculo le pasticche! Che fare? Stare attorno ad una tavola imbandita! C’è anche il pesce, pescato nel Tevere!
E il vino! (bianco). Si divertono.
Tanto. Non vogliono andar più via! Vogliono continuare a stare insieme!
Mangiare, dormire, chiacchierare, ballare, ridere e scherzare! Qualche euri facilita la convivenza e le scomodità! Gianni pure si diverte e in più anche un lavoro è per lui, finalmente!
Le attrici sono tutte esordienti e sono tutte strepitose, le risate fioccano. Il racconto scorre lieve, sottolineando un problema che tutti tocca. Non si vuole risolvere la questione degli anziani ma raccontare una storia. Tenera, rispettosa, sorridente ed un po’ lunatica.. Forse il vino bianco non risolve il problema ma dà un aiutino. Andateci al cinema: non è facile vedere un film che con lievità tocca temi così urgenti, rifletteteci… E beviamo una bottiglia di vino. Bianco.
Per noi un Tocai, anzi un Bianco Friulano, come bisogna chiamarlo adesso!
Prosit Pronobis!
 
 

BIG NIGHT

Regia di Stanley Tucci e Campbell Scott, USA 1996
Sceneggiatura di Stanley Tucci e Joseph Tropiano
Con: Stanley Tucci, Campbell Scott, Tony Shalhoub,
Isabella Rossellini, Ian Holm e Minnie Driver.
Vincitore del premio come migliore sceneggiatura al Sundance Film Festival.


Siamo negli anni 50. Due fratelli, nella versione italiana, abruzzesi, hanno un ristorante, il PARADISE, in riva all’ oceano. Modesto ma ben tenuto. Ai fornelli Primo Pilaggi, chef di qualità ampiamente riconosciuta.   In sala Secondo Pilaggi, bello, sicuro di sé ed ambizioso. Il ristorante è però tristemente e costantemente vuoto.
I clienti vorrebbero polpette e spaghetti, ma Primo è inflessibile e pretende di fare come vuole lui.
Secondo lo prega, lo scongiura di accontentare i clienti: Primo minaccia di tornarsene in Italia. La banca non presta più niente.

 Prova a rivolgersi a Pascal, italiano anche lui e anche lui proprietario di ristorante, sempre piene! Soldi non gli dà ma gli dà un’idea: fare una serata col famoso cantante Luis Prima.
Clienti mille accorreranno! Ottimo! La cena viene organizzata e il prode Primo si scatena. Vengono invitati amici e no, cani e porci.
La tavola sembra una di P.P. Rubens! Si incomincia con il timballo di maccheroni (vedi cucina), poi il risotto tricolore. Segue la zuppa eppoi il pesce eppoi nu purceddu! Per tutti è la cena migliore della vita, così solitamente così avara in soddisfazioni.
Si canta, si balla, ci si bacia ma del noto cantante neppure l’ombra! Colpa dell’infido Pascal!
Ha fatto finta di invitare il cantante, vuole far fallire I° e II° per assumerli lui per un tozzo di pane.
Si difende così: è buissiness e fanculo il PARADISE! A questo punto: Pascal va via con Gabriella, che aveva baciato II° visti da Phyllis, sua morosa.
Questa corre e si butta in mare. E’ più un gioco. Ma arriva I°, punto gioco: lotta furibonda.
Gli amici assistono meditabondi. Ammerrica! La vita di tutti ha subito un trauma. Al mattino seguente i due Palaggi si mangiano una frittata amorevolmente preparata da II°. Sai che? Siamo noi importanti!
Qui si chiude il film, tenero, appassionato e travolgente. Vera protagonista la tavola che per un momento ha cambiato la vita di tutti. Forse ripartirà l’avventura, nuovi amori, nuove idee e sentimenti a sfare! Il film è stato paragonato al “Pranzo di Babette”, ma là eravamo nel profondo nord, qui è l’Ammerrica carimieiamici! Film imperdibile, recitazione splendida, fotografia superlativa.
Riflettiamoci con le nostre bottiglie,,, di Montepulciano d’Abruzzo!
Un brindisi al bello e abbronzato Obama, chissà forse I° e II° riusciranno ad aprire una tavola calda!
Prosit Pronobis!
 
 
BARFLY

 Regia di Barbet Schoeder, USA 1987
Con Mickey Rourke e Faye Dunaway
Sceneggiatura di Charles Bukowski


La storia è molto semplice: un alcolizzato, Henry Chinaski, vive in un bar, da cui il titolo del film.
E’ sempre brihao e spesso si dà alla scazzottatura con il barista, invece di essergli grato per le libagioni. Ma si sa, è un vero macho. A tempo perso scrive racconti, storie di alcol e donne: l’inspirazione non gli manca.Infatti incontra, al bar, una bellissima donna, Wanda Wilcox.
E’ amore alla prima bottiglia di liquore, anche lei è etilista all’ultimo stadio. I due vanno a vivere insieme nell’appartamento di lei.
Grandi bevute!! Colpo di scena! Arriva un’editrice che gli vuole pubblicare i suoi racconti.

Secondo voi com’è? Vecchia ed arcigna? NOOOO! È giovanissima, bellissima e ricchissima!Lo porta a casa sua, lusso sfrenato! Grandi bevute e folle amore. Ma lui vuole tornare al suo barrettino pieno di vecchi vomitosi, il lusso non si addice al suo sudiciume. Qui ritrova la Wanda. Arriva anche l’editora! Rissa spietata tra le due donne: in palio c’è Henry, se vi par poco! Vince la Wanda!
Già che ci siamo anche Henry fa a botte con il barista|Beh, è il film più triste che io abbia mai visto.
Forse questa sera mi berrò una camomilla|
 
 
PER INCANTO O PER DELIZIA

Titolo originale PIMENTS, SEXE ET SAMBA.
Con Penelope Cruz e Murilo Benicio

Regia di Fina Torres
USA 1999.


Una bella ragazza, Isabella, è una cuoca straordinaria. Occomemai? Perchè cucina usando il cuore e l'amore e tutti conquista. Così anche Toninho, accecato dall'amore, la vuole sposare tutti modi. E' così sarà. Non male avere una cuoca così nel proprio ristorante e a gratis. Siamo in Brasile, paese di seduzioni e sapori. Un bel giorno, per dire, la cuoca trova il marito che cucina a dovere una bella mora! Dramma! Lei non ne vuol più sapere di lei: parte per l'America a cercar fortuna... La trova! Diventa la conduttrice di una trasmissione televisiva di cucina. Grande successo! Folle seguono le sue trasmissioni. Ritrova anche un suo vecchio amico nel frattempo diventato Monica.
L'ex marito non demorde, il suo ristorante va male e la rivuole indietro, anzi, dietro la cucina del ristorante. Eccosì sarà: si sa come sono le donne...!  La cosa migliore del film è il concetto dell'amore in cucina, cosa di cui non parla mai nessuno.  E che gliene frega.
In onore del Brasile ci beviamo una CAIPIRINA, lime a spicchi, zucchero di canna, ghiaccio e NEGA FULO', AGUARDENTE DE CANA, a iosa. Prosit Pronobis!
 
 
UN'OTTIMA ANNATA ( A good year) USA 2005

Con: Russel Crowe, Marion Cotillard, Albert Finney, Valeria Bruni Tedeschi
Regia di Ridley Scott.


Il film è tratto dal libro di Peter Mayle, A good year, scritto su richiesta di Ridley Scott. P. M., americano, vive amabilmente , nel sud della Francia.
Altri suoi libri: Un anno in Provenza e Lezioni di francese. Ma và?
Ma veniamo alla storia. Max Skinner è una merda umana: speculatore senza scrupoli nella City, non arretra davanti a nulla pur di far soldi. Ma il troppo è troppo: viene licenziato!
Il Ma il cielo è tenero con gli squali: gli arriva la notizia che un suo zio è passato a miglior vita: eredita una tenuta nelle colline del Luberon, nel villaggio di Saint-Pons (Ancora Provenza, ma và?).
Qui passava le vacanze da piccireddu. Va a vedere deciso a vendere ogni hosa. Arriva una giovane avvenente assai che reclama la proprietà. Sarà amore e pentimento. Diventerà buonissimo. Il suo vino sarà ottimo. E quant'altro.
Film incredibile: bisogna vederlo per forza per rendersi conto in quale abisso cloacale si è ridotto il povero Ridley.
Auguri a chi accetterà il mio consiglio! Poveretti, anzi, parini!
 
 
SUPER SIZE ME

Sottotitolo: un Film di Epiche Porzioni.    Regia e sceneggiatura di Morgan Spurlock.
Candidato all'Oscar 2005.  Vincitore del Sundance Festival


Stephen King ha bisogno di alieni, fantasmi, zombie, streghe,impossessati per farci inorridire. Il buon Morgan ci congela la schiena con il suo documentario-verità, un pò alla volta, come da tradizione. Gli USA,il più grande impero di tutti i tempi, ha deciso di suicidarsi! Ohibò!, e come? Con i panini. Beh, non proprio, con paninazzi.
Il peso, fisico, degli abitanti USA, non ha eguali sul pianeta: l' obesità è una strisciante epidemia. Morgan vuol capire il perchè ed il come. Decide di mettersi a dieta:  per 30 giorni: colazione, pranzo e cena al Mac Donald. Vari specialisti certificano il suo ottimo stato di salute. Parte l'esperimento. Già al nono giorno è provato: stanco ed affaticato. Sta bene solo quando mangia il solito SUPER SIZE con 2 litri di coca-cola. Gira in diversi stati dell'Unione. Ci sono parchi giochi per bambini. Le feste di compleanno e cartoni animati che raccontano le avventure del pupazzo MAC.  Come negli anni 60 i dolcetti per bambini avevano la forma di sigarette per avvicinarli al fumo da adulti, così questi bambini avranno conforto mangiando in un fast food: è l'imprinting bellezza! Si sottopone a nuovi controlli sanitari: gli specialisti l'implorano: NON FARLO1 Il fegato è a pezzi, sale la pressione ed il peso. Al trentesimo giorno il fegato è in steatosi, la glicemia alle stelle, tutti i valori alterati.
Ha ingurgitato mezzo chilo di zucchero al giorno. L'orrore continua. Conosciamo un signore che abitualmente beve 4 boccioni al giorno, da 2 litri, di bevande frizzanti. Improvvisamente diventa cieco: ha valori glicemici iperuranici. Viene sottoposto all'amputazione di un tratto di stomaco.
Ora assistiamo all'intervento: in laparatomia, grazie ad una telecamera inserita nel ventre abominevole, vediamo delle specie di  tentacoli di piovra in azione. Con questi lo scorticano, lo tagliuzzano, lo sventrano!
Buon vecchio Stephen King i tuoi racconti, al confronto, sono libretti di devozione per aspiranti catecumeni.
Fortunatamente il lieto fine arriva. Morgan, accudito dalla moglie, Vegan, in qualche mese si riprende.
Grazie a questo film di denuncia, è stato tolto dalla produzione Mac Donald il SUPER SIZE: e non è poco. La comunicazione funziona. Dimenticavo: i più obesi sono i poveri, i neri e gli ispanici...

 

P.S. Alla sezione "cucina" una ricetta da sballo: i Chicken McNugget! Provare per credere! Poe al confronto è un Andersen ridotto per anziane ricoverate in un istituto per sordomuti (udenti con superfluo uso di udenza con associazione di parlanti con apparato buccale riottoso).
 
 

FACTOTUM

Bent Hamer, USA e Norvegia 2005. Con Matt Dillon.

Film costruito a partire dai racconti di Bukowski. Henry "Hank" Chinaski è l'alter ego del vecchio Buk.
Infaticabile bevitore, attraversa la vita con sprezzo del pericolo grazie ad una potente dose di ironia. Colossali sbronze in eterna ricerca di un lavoro da cui prontamente sarà allontanato con impressionante rapidità. Non più di due o tre giorni.
Qualche donna, sempre fondamentale, qualche amico di bevute, sempre superfluo. Una incrollabile fiducia nella letteratura.
Una indomabile certezza nel proprio talento.  E sopravvive, tetragono, a colpi di ventura. Beh, un aiutino ci vuole: alcuni litri di basta sia: alcool etilico, obvious.
Nel film c'è anche un disastroso ritorno in famiglia. Il babbo lo scaccia con ferocia.
Ma è proprio grazie alle trasfusioni del sangue paterno che si salva da una grave emorragia nella realtà.
Il film finisce con l'annuncio di un editore che finalmente accetta di pubblicare un suo racconto. Ed è così che comincia a nascere il mito di Buk E' l'inizio della fama e di una vita finalmente ricca di soddisfazioni e danari.
L'ultima moglie lo convincerà a bere meglio.
Morirà nel suo letto, nella villa a San Pedro, in California, ricco e famoso, all'età di 74 anni, provateci voi!
Grande Matt Dillon! Forse
anche per lui un aiutino. Imperdibile! Triste e umano. La letteratura ci salverà! Ricordiamocelo!
 
 
MANGIARE BERE UOMO DONNA

di Ang Lee Taiwan 1994
Il film comincia con una scena ricca e rapida: la preparazione di un pranzo ad opera di un grande cuoco! Assolutamente irresistibile!!
Il grande cuoco, vedovo con tre figlie in età di marito,
ha perso il palato ed è ossessionato dal futuro delle figlie.  Questo assillante problema sembra irrisolvibile...

Invece NO! Nel giro di qualche giorno ben due figlie si sposano.
Non solo, una è anche incinta!   Ma le sorprese continuano.  Nel corso di una ricca cena, preparata dal vecchio cuoco, si raggiunge l'atmosfera almodovariana alla grande.  Invitati le figlie con i mariti, la vecchia vicina, che gli fa la corte, con figlia e nipotina, annuncia un grande evento.
La vicina trema di desiderio.

 Colpo di scena: il cuoco annuncia che si sposerà! Con la figlia della vicina!! La suocera sviene, le figlie fuggono in preda all'orrore e lui si consola con la fidanzata, INCINTA!
Finale emozionante e proustiano. Invitato a pranzo dall'unica figlia nubile, in partenza per Amsterdam per lavoro, assapora una zuppa. E magicamente ne avverte tutti i sapori! Bellissimo film di sentimenti, storie, allegorie ed emozioni. Imperdibile!

MANGIARE BENE UOMO DONNA di Ang Lee Taiwan 1994
Il titolo è un proverbio cinese che celebra le cose importanti della vita: cibo e sesso!
 
 
MONDO VINO, LA GUERRA DEL GUSTO

    un film di Jonathan Nossiter
Festival di Cannes 2004
Al centro del film-documentario c'è il vino. Attraverso un percorso tra piccoli produttori, grandi produttori e giganteschi produttori, Nossiter ci conduce mano nella mano. Di fondo un suadente amore per il vino.
E sul suo grande mondo c'è di tutto. la tradizione e l'innovazione, l'amore per la terra e la globalizzazione.
Ci sono Michel Rolland e Robert Mondavi, il primo considerato il principale enologo del mondo, l'altro produttore in California ricco di oltre cento milioni di bottiglie vendute ogni anno. C'è Battista Columbu, produttore di malvasia di Bosa in Sardegna con 1,5 ettari di vigneto ed il barone di Rotschild dell'omonima cantina, che da deuxiéme cru bordolese, è passato a premiére. Unico caso nella storia di Francia. Occomemai?
Infine Robert ParKer, direttore e anima di Wine Spectator, considerato il guru dai consumatori di vino di tutto il mondo.
Occomemai i vini da lui ritenuti migliori decuplicano il prezzo? Ed allora tutti dietro a Bob e al suo cane scoreggione: VIVA!
E' la globalizzazione, bruttezza!
Film obbligatorio: dovrebbe essere proiettato nelle scuole.
P.S. Ci sono anche i nostri amici del Borro, Salvatore Ferragamo, San Giustino Valdarno, AR. I loro vini sono al top, occomemai?
 
 
SIDEWAYS

di  Alexander   Payne     

 

Film divertente e soprattutto con il vino come protagonista.
Miles (Paul Giamatti) e Jack (Thomas Haden) sono due amici quarantenni che decidono di passare una settimana di vacanza insieme prima del matrimonio di Jack.
Questi esuberante e superficiale, quello introverso e tormentato.
La vacanza diventa una corsa sfrenata in cerca di donne per Jack mentre Miles, tra una degustazione e l'altra, non riesce ad andare a fondo nei rapporti con le donne.
Sono due tipi profondamente diversi ma entrambi ci fanno simpatia nella loro presentazione dell'umanità che li anima. Interessante il mondo del vino con "farm" a cinque stelle, vigneti tirati a lucido e bottiglie da favola, il mitico Cheval blanc del '61.
I sacri mostri si sono indignati per l'uso del bicchiere di plastica e per la scarsa sobrietà dei protagonisti. Invece... E invece io esulto! Parleranno, discuteranno, criticheranno. La magia del vino è nei suoi profumi e nelle sensazioni che ci travolgono quando lo beviamo.
Ci apre il cuore e la mente già corre più veloce.
E' quel dodici o tredici percento di alcool che ci accarezza l'anima dolcemente:
Da vedere per divertirsi ed anche imparare qualcosa sul Pinot nero.
Prosit.